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Harvey a piccoli passi, 20 lanci nel bullpen

August 6th, 2014 No comments
Matt Harvey di nuovo su un monte di lancio

Matt Harvey di nuovo su un monte di lancio

E’ stata una giornata importante quella di martedi 5 agosto per i tifosi dei New York Mets e fondamentale per la squadra in quanto tale.

Matt Harvey ,per la prima volta da quel maledetto 23 ottobre 2013, è salito sul monte per una sessione di lanci. Nulla di eclatante sia chiaro ma vederlo di nuovo tirare quella palla rende il futuro più roseo. Si, avete capito bene, ho detto vedere perché al tempo dei social anche una sessione di bullepn può essere condivisa con tutti e soprattutto tutti possono farsi un’idea di come procedono le cose. Harvey ha postato sul suo profilo di Instagram questa sua

uscita ed è di nuovo scoppiata la Harvey Mania. 20 lanci nel tentativo di ritrovare una meccanica efficace e di mantenere il controllo della palla.

Ai giornalisti che lo hanno intervistato subito dopo ha detto di essersi sentito molto bene e di avere molta fiducia per un recupero completo e che scalpita per poter battagliare in partite “vere”.

Il punto alla fine è sempre questo. Harvey vorrebbe accelerare i tempi e addirittura provare a lanciare un inning prima della fine della stagione 2014. Alderson e la società dal canto loro ci vanno più cauti. Secondo i loro programmi Harvey dovrebbe fare qualche apparizione nell’Arizona Fall League al termine della stagione regolare per poi seguire una serie di tappe concordate per arrivare nelle migliori condizioni possibili allo Spring Training del 2015.

A quel punto sarà il campo a dare il suo verdetto sul pieno recupero del lanciatore anche se è tanta la fiducia che si respira intorno al suo rientro.

Qui potete vedere la sessione di Matt

E qui di seguito quello che ha postato lo stesso Matt sul suo profilo Instagram:

 

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Trade? Meglio stare fermi

August 1st, 2014 No comments

sandyweb15s-1-webTrade deadline giunta al termine e siamo stati una delle pochissime franchigie a non effettuar alcuna operazione, sia in entrata che in uscita. Il dibattito è aperto: forse alla fine è meglio così, forse non sono esistite le condizioni per permetterci davvero di rinforzarci in quei ruoli dove siamo un po’ carenti, forse non era il caso di perdere ragazzi promettenti per il nostro futuro. Insomma oggi 1 agosto siamo gli stessi di ieri 31 luglio. Nulla di male. Ci affacciamo agli ultimi due mesi di regular season con un record di 52-56 a 7 gare dalla testa divisionale e a 5.5 dalla wild card, difficile, difficilissimo raggiungere questi obbiettivi ma a differenza degli anni scorsi ci siamo ancora e questo è già un piccolo miglioramento. Si è parlato molto di trade che avrebbero coinvolto Colon o Murphy o i nostri prospetti più importanti per raggiungere chimere come Tulo o Gonzalez: su Colon, abbiamo grandissime possibilità di trovargli altri lidi nella offseason perché squadre che necessitano di questo tipo di lanciatori ce ne sono, perché comunque sarebbe il suo ultimo anno di contratto e questo è attraente quanto basta. Ci consentirebbe di risparmiare 11 milioni che, seguiti al rilascio di Young, ci darebbero buona flessibilità salariale per andare alla caccia di due/tre innesti fondamentali. Dicevamo di Murphy, stagione superlativa fino adesso, errori difensivi a parte, occhio anche alla sua situazione da qui in avanti: il suo stipendio supererà gli 8 milioni nel 2015 e andrà oltre i 10 nel 2016; salari a parte può essere una pedina di scambio decisiva per le operazioni che il nostro GM Sandy Alderson andrà a fare e non scordiamoci che abbiamo discrete prospettive giovani nelle minor come Dilson Herrera, Matt Reynolds oltre a Wilmer Flores. L’attenzione di Sandy dovrà focalizzarsi sulle posizioni attualmente occupate da Tejada e Young, li si gioca il nostro presente, qui si gioca il nostro futuro. Abbiamo vinto 14 delle ultime 21 gare, stiamo giocando davvero un buon baseball e la chimica di squadra pare eccellente. Alle volte le migliori trade che si fanno sono quelle che non si fanno.

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Questioni di Duda

July 27th, 2014 No comments

duda

Una delle principali incognite della stagione dei Mets era la lotta per conquistare il posto di prima base titolare. Davis, Duda e Satin se lo sono giocato per tutto lo Spring Training e la scelta di Collins è caduta sui primi due.

Alla fine però il Front Office ha deciso che il tempo di Ike nell’organizzazione era giunto al termine e Duda da quel momento non ha più avuto concorrenti plausibili.

Lucas Duda ha risposto alla grande alla chiamata in prima base. Dopo anni di difficoltà e un continuo su e giù dal AAA alla MLB finalmente sta dimostrando di essere un giocatore che può essere importante.

Fino ad oggi ha piazzato una linea di .260/.357/.494 che se non è esaltante nella media battuta diventa decisamente interessante per quel che riguarda gli altri 2 valori.

Se spostiamo l’analisi su tutti i prima base della Lega vediamo, come già detto, che Duda si piazza al 18° posto come AVG appena sotto ad Adrian Gonzalez che lo precede con .264.

A fronte di una media battuta bassa però troviamo un dato sorprendente. L’OBP (on base percentage) che è riuscito ha piazzare fino a questo momento è la decima tra tutti i suoi colleghi di ruolo. Una notizia confortante che fa capire come anche nell’approccio nel box sia migliorato nel corso di questi anni.

Ma Duda lo conosciamo, è uno che quando picchia, picchia duro. E in questa prima metà di 2014 lo sta dimostrando con i fatti. Due dati spiccano più di tutti: la SLG e il numero degli HR.

La slugging percentage, .494, è la nona tra i prima base ed è la diretta conseguenza dei 42 singoli, 22 doppi ma soprattutto dei 17 HR fino a questo momento battuti, ottavo in classifica insieme a Chris Davis degli Orioles.

Possiamo dire quindi che Duda sta avendo una stagione al di sopra di tutte le aspettative che ha dato ragione a chi ha voluto credere in lui. A 28 anni è il momento giusto per cercare di spiccare definitivamente il volo.

 

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La prima salvezza di Mejia

May 18th, 2014 No comments
Reacker abbraccia Mejia dopo la sua prima SV

Reacker abbraccia Mejia dopo la sua prima SV

Arriva sabato in serata la prima salvezza in MLB di Mejia. fatto che merita sicuramente la sottolineatura perché è da considerarsi il completamento di un percorso travagliato di questo giovane e talentuoso pitcher iniziato quando in AAA aveva gli occhi puntati poiché considerato il fiore all’occhiello della gestione Minaya.

Ed in effetti i numeri e il futuro erano tutti dalla sua parte. Un gestione però scellerata del suo braccio lo ha portato a logorarsi fino a quando ha dovuto sottoporsi alla Tommy John Surgey.

Mejia entra un po’ nel dimenticatoio dei Mets presi tra il no hitter di Santana e l’esplosione di nuovi talenti del monte nella farm.

Mejia però nel 2013 ritorna. 8 ip in A+ per dimostrare che il braccio c’è, 11 in AA con 0.82 di ERA a confermare che velocità e precisione non sono sparite. E poi la chiamata in MLB per coprire le voragini che si erano aperte in rotazione.

E il ragazzo sa che non può farsi scappare questa occasione e parte forte. 27 ip per lui con ERA a 2.30. Le attenzioni tornano su di lui che impressiona per come gestisce la partita nei primi 4-5 inning. Ed arriviamo al dunque. Già in quella parte finale dello scorso anno si palesava la difficoltà di Jenrry di lanciare dopo il quinto inning. Arrivato intorno agli 80 lanci gli avversari iniziavano a toccarlo duro.

Si arriva allo Spring Training 2014. Mejia si gioca il posto in rotazione con Matsuszaka e vince la contesa. Ma il responso del campo è implacabile ed è lo stesso dell’anno prima: primi inning praticamente perfetti, poi le difficoltà, anche serie.

Perde il posto in rotazione e va nel bullpen. Lancia il nono inning nella partita d’esordio di deGrom in un momento in cui era necessario tenere la partita chiusa e lo fa bene. Poi ieri la partita contro i Nats. Si entra nel nono in vantaggio 5-2 e Collins chiama dal bullpen proprio lui che sente la tensione e concede subito la valida a Werth. Il resto lo conosciamo. 3 avversari eliminati subito dopo e quell’esultanza che sottolinea la prima, e speriamo non ultima, salvezza in MLB.

Categories: Mejia, Regular Season 2014 Tags:

Esordi e movimenti nel roster

May 18th, 2014 No comments
Montero durante il suo esordio al City

Montero durante il suo esordio al City

Qualche considerazione sugli ultimi cambiamenti a roster, sulla rotazione partenti e come dovrebbe essere: si guarda al futuro con energia, freschezza e giovani o almeno è quello che ci auguriamo tutti.

Retrocesso Satin, promosso Flores, Mejia “esiliato” nel bullpen e chissà che non possa diventare un closer (potrebbe essere una grande mossa viste le difficoltà che abbiamo palesato, da noi di New York Mets Italian auspicata da tempo) e la chiamata di Jacob deGrom, per ora in aiuto al bullpen.

Dillon Gee e Jon Niese non danno cenni di cedimento, anzi: il primo è uno dei migliori lanciatori di questo primo mese e mezzo di regular season, in grande controllo di tutti i suoi lanci. A meno che non ci si privi di lui con qualche trade resta il punto di riferimento.

Niese è, almeno per me, uno dei migliori lanciatori della National League, senza picchi enormi ma è solido e stabile e possiamo farci affidamento sempre.
Poi c’è Zack Wheeler, qualcuno sta iniziando ad avere più di qualche dubbio sul ragazzo. Più di qualche difetto c’è e per ora non si vedono grandi miglioramenti ma il tempo gioca a suo favore, è giovanissimo e una gestione magari più oculata del nostro manager Collins potrebbe aiutare. Fiducia!

Ora veniamo al futuro: Rafael Montero, Jacob deGrom, Noah Syndergaard.
Rafael ha fatto il suo debutto al City contro Tanaka (mission impossible).
Debutto discreto: il suo primo strikeout l’ha ottenuto contro Jeter, piuttosto speciale no?
Lancia 6 inning concedendo 5 valide, con 2 home run, 2 basi ball e 3 strike out.
Le prime impressioni sono di un ragazzo che può e deve ancora migliorare tanto, ma già quello che fa intravedere adesso ci autorizza ad essere fiduciosi nelle sue prossime partente: osservato speciale!

Anche per Jacob deGrom esordio in casa contro gli Yankees:
Assolutamente brillante, efficace, faccia da veterano, splendido esordio che solo un attacco sterile e qualche errore di squadra non hanno permesso al nostro ragazzo di portare a casa la sua prima vittoria in MLB. In più ha battuto una valida (eravamo 0-64 coi pitcher). Se posso spingermi oltre, mi ha ricordato una delle tante uscite di Harvey dello scorso anno. Lancia 7 inning con solo 4 valide subite, 2 basi ball e 6 strike out.
Avanti così Jacob, io sono già innamorato di te.
Cosa si può dire invece di Noah? potenzialità impressionanti, talento incredibile così come Montero, abbiamo acquistato Colon forse per permettergli di migliorare ancora e con calma ma non c’è dubbio che su di lui si nutrono aspettative altissime e chissà che possa fare il debutto in MLB questa stagione.

Insomma, abbiamo in casa il futuro della franchigia, ci aspettiamo che germoglino il prima possibile.
P.S. Non ho menzionato Matt Harvey, in ripresa dopo l’operazione al braccio, solo perché è un superuomo e non fa parte dei comuni mortali. Aspettiamo il suo rientro con ansia, sicuri che sarà ancora il Matt che abbiamo imparato ad amare.

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Road Trip (eppure ci siamo)

April 20th, 2014 No comments

Ed eccoci qua, il road trip di 9 gare lontano da casa è finito al Chase Field di Arizona con un bello sweep sui Diamondbacks, squadra in verità molto arrancante in questo inizio stagione. Ci siamo, i Mets ci sono, pur nelle difficoltà, l’infortunio di Lagares che ci priverà del nostro miglior esterno per almeno due settimane, i problemi in battuta di Wright e Granderson, ancora troppo precipitosi, riusciamo sempre a trovare risorse nel roster, che sia Duda, Tejada, Murphy, Recker o Nieuwenhuis richiamato su proprio per l’infortunio di Lagares. Ma andiamo con ordine.

Il road trip si apriva al Turner Field di Atlanta dove vanno in scena 3 partite davvero equilibrate: vinciamo la serie 2-1, bene Colon, bene il bullpen (Torres su tutti), perdiamo la gara con Wheeler sul monte che dimostra di dover ancora trovare un equilibrio tra i suoi lanci. Ci trasferiamo a Los Angeles all’Angel Stadium of Anaheim per affrontare i forti Los Angeles Angels: perdiamo la serie 2-1 ma le prime due gare sono davvero bellissime. La prima la perdiamo agli extra innings, con Familia che carica intenzionalmente le basi (addirittura due intentional ball, decisione incomprensibile) e come se non bastasse colpisce Hank Conger con un lancio troppo interno. Dolore per tutti. Extra innings anche per gara due che questa volta ci sorride anche se dobbiamo penare fino alla fine; partita quasi vinta ma Ibanez, nuova giovinezza per lui, spara un missile in mezzo ai propri tifosi: parità rotta solo al 13 inning grazie al solo shot del sempre pronto Recker. Gara 3 non si è giocata: sul monte per noi Bartolo Colon e si capirà subito che non sarà in grande giornata. In soli 15 lanci subiamo tre HR, back to back to back, da parte di Trout, Pujols ed Ibanez; non accadeva dal 2012 quando allo Yankee Stadium Cano, Swisher e Jones pepitonarono Santana. Si segnala solo l’espulsione del nostro Capitano su una chiamata strike assolutamente folle dell’arbitro. Con lui se ne va anche Murphy e chiudiamo la serie arrabbiati quanto basta.

Si arriva in Arizona al Chase Field, Diamondbacks in crisi. Non c’è storia in tutte e tre le partite. Wheeler, Mejia e Gee tengono a bada le mazze avversarie e non concedono praticamente nulla. Forse inaspettato questo inizio: siamo 8-7 sopra quota 500 %, subiamo una marea di K, non abbiamo grandi percentuali in battuta, i partenti hanno vinto 4 sole volte su 7, non abbiamo un closer, eppure ci siamo, ci siamo davvero. Da stasera torniamo al Citi Field, torniamo a casa: 3 gare contro i Braves, serie da 4 contro i Cardinals e serie da 3 partite contro i Marlins. Ci sentiamo a fine Aprile per capire se sarà stata una “home sweet home”. Let’s go Mets!

Articolo a cura di Jack Bauer

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I Mets si riprendono: 2-1 nella serie contro Cincinnati

April 10th, 2014 No comments

Dopo il disastroso sweep subito nella serie d’apertura contro i Nationals, buona prova dei Mets che si rimettono in carreggiata con una convincente series win contro i Reds.

In Gara 1, vero mattatore della serata è Lucas Duda. Il giorno dopo essere stato eletto (per ora) come prima base titolare, il nostro eroe spara due fuoricampo per il quinto multi-HR game della sua carriera. Mejia lancia in maniera convincente (anche se 5 BB sono un po’ troppe) e il bullpen per una vota non fa disastri. Valverde concede una BB e una H ma ottiene la prima salvezza con la casacca Mets.

Gara 2 è invece tutta di Ike Davis. Ma andiamo con ordine. Tutti i punti della partita entrano su fuoricampo. Apre le danze il solo shot di Ludwick nel quinto, ma nel sesto arriva la risposta dei Mets: 2-run jack di Granderson e 2-1. Nell’ottavo inning, altro 2-run shot, questa volta di Phillips, e Reds avanti 3-2. Sembra tutto perso, ma i Mets riescono a riempire le basi nel nono, grazie anche ad una ottima chiamata di Collins che vince un challenge fondamentale su un out chiamato a Lagares in seconda base. Il replay da ragione al nostro skipper e i Mets caricano le basi. Ike Davis, chiamato al piatto come pinch hitter, non spreca tempo: battuta profondissima e walk-off grand slam nel delirio generale: 6-3 per i Mets.

Purtroppo i Mets non riescono ad ottenere lo sweep in Gara 3. Arriva la sconfitta per 2-1 nella gara del rientro di Jon Niese dopo lo stint in DL. Purtroppo i Mets non riescono a capitalizzare alcune occasioni e sprecano il vantaggio iniziale di 1-0 ottenuto nel secondo inning grazie all’RBI single di Lagares. I Reds vincono la partita nel sesto: una sac fly di Votto e, sul battitore successivo, un RBI single di Ludwick sono tutto ciò che serve al team dell’Ohio per portare a casa la W. Da segnalare un disastroso nono inning nel quale Wright e Davis vanno K senza nemmeno mostrare un briciolo di pazienza e Granderson batte un innocuo groundout.

Ed è subito Sweep (la serie coi Nationals)

April 4th, 2014 No comments
Travis costretto a vedere troppe volte i Nats tornare a casa base, qui Harper.

Travis costretto a vedere troppe volte i Nats tornare a casa base, qui Harper.

Sono solo tre partite, nel 2005 iniziammo la stagione 0-5 e riuscimmo comunque ad ottenere una stagione vincente, ma tant’è, la stagione è iniziata ed è arrivato uno sweep contro i forti Nationals. Andiamo ad analizzare in dettaglio le tre gare:

 Gara 1: per l’Opening Day presentiamo sul monte Dillon Gee che, nel complesso, lancia bene per gran parte del match con solo due errori reali: una palla veloce su Adam LaRoche , che ci spara un HR da due punti e nel settimo inning dove per la verità concede troppo. Prima del 7 inning però Gee ha eliminato 15 battitori consecutivi e ad ogni modo ci ha lasciato sopra 4-3. Come esordio, ottimo esordio di Dillon. Poi arriva il bullpen che tra Torres, Rice, Familia e Lannan combina un mezzo disatro, Parnell non riesce a chiudere nel 9 quando siamo comunque avanti e la frittata è fatta. Si salva solo Valverde, un concentrato di adrenalina, ma non basta. Perdiamo 9-7

Nota a margine: bello vedere Matt Harvey nel dug out fare il tifo (perdonate la mia debolezza)

 Gara 2: L’esordio di Bartolo Colon. Il suo debutto Mets è discreto: superati facilmente i primi tre inning, nel quarto va un po’ in difficoltà tra Jayson Werth e Adam LaRoche . Nel quinto Ian Desmond e il pitcher Gio Gonzalez battono due single HR, colpi duri da digerire. La sua gara dura 6 inning con più di 100 lanci. Qui entra in scena ancora il bullpen che tra Gonzalez Germen lancio pazzo e Kyle Farnsworth, debutto per lui, concedono altri due punti ai Nationals. L’attacco latita e stabiliamo un nuovo record: la somma totale di 31 strikeout è la più alta nelle prime due partite di una stagione nella storia della MLB, frantumando il record di 28 stabilito dagli Houston Astros l’anno scorso. Ben fatto!

 Gara 3: Sul monte il nostro futuro: Zack Wheeler. 6 inning così così, 114 lanci (troppi! Collins che vogliamo fare come Matt lo scorso anno?), 7 valide concesse, 6 strikeout messi a segno, va un po’ in difficoltà nel 5 inning dove Span e Werth con due valide fastidiose, ottengono due punti. Non eccezionale Zack ma tutto sommato non ha concesso moltissimo ai Nationals. Poi è arrivato il momento del bullpen: Scott Rice, Jeruys Familia e Carlos Torres brillano si ma per valide e corse concesse e, con un errore di lancio del neopapà Murphy , il suo secondo errore della partita su un potenziale doppio gioco, alla fine ha esteso il vantaggio Nationals fino all’ 8-2. Finalmente si sveglia Granderson che, dopo 5 Ks e nove eliminazioni al piatto con un doppio nel 1 inning ci portava, in vantaggio.

La sensazione è che i Nationals sono davvero forti ma che, con maggiore attenzione, un pizzico di fortuna e qualche disatro in meno del bullpen, almeno una gara potevamo portarla a casa.

Solo solo 3 partite quindi eviterei allarmismi però già si sono segnalate alcune nostre lacune: il bullpen, davvero carente, non da, per ora, nemmeno una parvenza di sicurezza di cui avremmo tanto bisogno. Per non farci mancare niente si è aggiunto l’infortunio al gomito di Parnell che davvero non ci voleva; si parla di Tommy Surgery speriamo di evitarla per lui e per noi. Poi ci sono gli strike out subiti, veramente troppi e lasciano dubbi, oltre che sui nostri giocatori, anche sul lavoro quotidiano di tutto lo staff dei Mets come ha prontamente fatto notare il nostro insider Fabrizio Fabbri.

Note positive poche: Lagares su tutti. Fantastico, rovente, è il vero nostro affare, hot in attacco (AVG 455!!!), fa sembrare tutto facile anche in difesa e merita di giocare tutti i santi giorni senza se e senza ma.

Si riparte ancora in casa ospitando i Reds per una serie di tre partite a l Citi Field: parte Jenrry Mejia. E speriamo di festeggiare la prima vittoria 2014!

Lets’ Go Mets!

Categories: Granderson, Regular Season 2014, Wheeler Tags:

Pensieri Sparsi Spring Training

March 17th, 2014 No comments
Pensieri Sparsi Spring Training

Pensieri Sparsi Spring Training

Quindici giorni di Spring Training possono dare indicazioni importanti? Forse no, ma a ben guardare qualcosa la possono comunque dire. Possono dirti che il tempo per Ruben Tejada si sta esaurendo o è finito del tutto, che i problemi di Ike Davis persistono, che i nostri giovani Pitcher del futuro (Syndergaard e Montero) ci fanno già sognare ad occhi aperti nel presente, che di Matsusaka ci possiamo fidare il giusto, che Lannan quantomeno sembra più affidabile.  Tejada non sta avendo un bello Spring Training, palesa i soli limiti sia in battuta che in difesa (4 errori difensivi in 8 gare di Spring!). Possiamo davvero partire con lui da SS nell’Opening Day? La mia risposta è no: non abbiamo colmato la lacuna nel suo ruolo durante il mercato ma in casa abbiamo comunque di meglio. L’opzione migliore in questo momento potrebbe essere quella di dare a Wilmer Flores la chance di partenza. Sarebbe una soluzione accettabile, un compromesso decente. Quello che è certo però è che Ruben Tejada non può essere il nostro shortstop per l’opening day e non può esserlo per la stagione. L’altro ruolo a noi indigesto, per ora, è quello di 1B; anche qui stesso discorso, possiamo partire con Ike Davis? Infortunio a parte, che sta costringendo Ike a star fuori, le sue prestazioni non sembrano all’altezza e si sono dimostrate in linea con la passata stagione e questo non è un bene. Satin è un giocatore onesto, discreto nelle due fasi del gioco, non un top ma almeno va in base spesso, non ti danneggia e può risultare un’opzione affidabile nel lungo periodo. Non abbiamo altre alternative ma queste soluzioni a mio avviso possono essere le più adeguate. Fatemi spendere due parole per Juan Lagares: il ragazzo mi piace, sta brillando in campo, va in base quasi ogni partita e ci delizia con giocate difensive di assoluto livello. Ovvio, deve dimostrare più continuità durante la stagione ma bisogna necessariamente considerarlo un punto fermo da qui in avanti. Stanno brillando anche den Dekker e Kirk Nieuwenhuis esterni non più giovanissimi che forse hanno ancora qualcosa da dimostrare o forse è solo “spring”, il tempo ci chiarirà. Questione bullpen (o “bullone” come piace dire a me). In questi ultimi anni è sempre stato un punto interrogativo. Jose Valverde, Gonzalez Germen e Kyle Farnsworth non sembrano dare grandi garanzie; Carlos Torres, Scott Rice e Jeurys Familia hanno tappato qualche buco, mentre Josh Edgin è stato tagliato per mancanza di talento, diciamo così. Per fortuna c’è e ci sarà Bobby Parnell e sarà pronto per una stagione sui livelli di quella passata e poi c’è Vic Black, acquistato dai Pirates lo scorso agosto, ha fatto intravedere qualcosa di buono e forse sarà lui la chiave del successo del nostro “bullone”: sembra solido, senza paura, pronto in caso di necessità, quello che i vari Rauch, Atchison e Hawkins non sono stati in questi anni. Deve fare ancora uno step e forse solo un anno pieno di Mlb ad alti livelli te lo può dare. A dispetto del tuo cognome, fiducia Vic!!!

 

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Partito lo Spring Training 2014

February 24th, 2014 No comments
I ragazzi al lavoro

I ragazzi al lavoro

Apriamo ufficialmente la stagione 2014.

I ragazzi sono a PORT ST. LUCIE già da qualche giorno. Ci sono ormai quasi tutti coloro che cercheranno la conferma nei 25 per l’Opening Day.

Tutti dietro a Wright che è arrivato ben prima degli altri. Il clima sembra sereno anche se la notizia riguardante l’infortunio di Davis dello scorso anno ha messo un po’ di pepe nella giornata appena trascorsa. Il fatto è semplice: Ike Davis avrebbe giocato infortunato per lungo tempo prima che il tutto scoppiasse il 31 agosto contro i Nationals molto probabilmente per non dare al FO un ulteriore motivo per mandarlo in AAA.

Collins si è subito affrettato a dire che lui non ne sapeva nulla e che se lo avesse saputo non avrebbe chiesto a Davis di giocare. Ike sostiene che le sue prestazioni scadenti del 2013 non sono da attribuire all’infortunio che è routine per molti giocatori.

Insomma come sempre nessun vero responsabile. Ma forse è meglio così. E’ giusto pensare a far rendere al massimo questo Spring Training. Per venerdi 28 febbraio è programmata la prima uscita ufficiale contro i Washington Nationals contro i quali vedremo subito all’opera il nostro top prospect Rafael Montero.

Ovviamente vi renderemo conto di tutto quello che di interessante queste partite di Spring Training potranno offrirci e seguiremo il percorso di formazione del roster che aprirà la stagione al City Field il 31 marzo.

E’ quasi primavera, il letargo è finto.

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