david wright

Quarto inning della gara contro i San Francisco Giants. David Wright si presenta al piatto per il suo turno di battuta. Matt Cain è sul monte per i Giants. Dopo due strike incassati Cain decide di lanciare una fastball. Le sue palle veloci viaggiano normalmente a 92-93 Mph. Quella che lancia verso la testa di David viaggia a 94 Mph. Wright prova ad evitarla abbassandosi ed allontanandosi dalla zona di impatto. Ma non lo può evitare. La palla corre veloce verso l’elmetto e interrompe la sua corsa proprio all’altezza dell’orecchio del terza base dei Mets. David si accascia al suolo, riverso sulla pancia. Non si muove. Si vede che respira, ma non si rialza. Escono dal dogout Manuel e il medico e corrono verso casa base. Cain si accovaccia qualche metro davanti al monte visibilmente preoccupato. Molina, il catcher di San Francisco, guarda attonito la scena da vicinissimo. Wright viene fatto girare. Respira.  Lo siedono. Ha gli occhi aperti ma un’espressione che è un mix di terrore e sconcerto. Primi esami superficiali per verificare danni immediati. Negativi. David respira affannosamente. Cain attende che l’avversario si rialzi. Wright è in piedi! Accompagnato dal medico e da alcuni compagni prende la via del  dogout dal quale sparirà in pochi secondi. Tutti un po’ più sollevati. La criticità è durata 5 minuti ma sono sembrati 50.
Dopo poco le immagini indugieranno sulla salita del giocatore su un’ambulanza per recarsi all’ospedale per sottoporsi ad una TAC che risulterà negativa. Solo una gran botta ed un grande, grandissimo, spavento. 
I Mets hanno deciso di non rischiare, visto anche l’andamento della stagione, ed hanno messo David in DL per almeno 15 giorni. Manuel ha anche però dichiarato che esisterebbe la possibilità per Wright di terminare qui la stagione. Pronta la risposta dello slugger che è convinto di poter essere ancora utile alla causa dei Mets per questo 2009.
Insomma, buoni segnali arrivano dal giocatore che, per la gara 4 di lunedi sera, era presente  nel dogout insieme ai suoi compagni.
Tutto sembra finito bene. Lo stesso Cain si è fatto vivo con Wright, per assicurasi delle sue condizioni.
Ma come sempre in queste circostanze si riapre il dilemma sull’effettiva protezione dei caschetti utilizzati. Certo, se non ci fosse stato neanche quello, forse Wright non avrebbe neanche potuto raccontare che avrebbe anche voluto provare a rientrare sul terreno di gioco e che Minaya glielo abbia impedito. Sono allo studio caschi più resistenti ed in grado di assorbire il colpo provocato da una fastball lanciata a 100 Mph. Caschi in titanio per elevare la sicurezza di chi si presenta al piatto. Come al solito ci sono i favorevoli ed i contrari e tutto si può accettare tranne la giustificazione addotta da alcuni giocatori e che riguarda un fattore estetico. Forse a loro non è mai capitato, forse si sento immuni ma qualcuno dovrebbe spiegargli che non devo andare ad una serata di gala e che probabilmente sopportare un aspetto “ridicolo” vale più che non potersi lamentare dopo.
Qui di seguito trovate le sequenze dell’episodio:





