Prima di iniziare la mia avventura, vorrei spendere due parole per ringraziare Andrea per avermi dato la possibilità di entrare nello staff del blog. Spero di non deludervi. Detto questo, Let’s Go Mets!!!!
Terminata la stagione 2010 (sulla quale lascio la parola ad Andrea, che sta curando un pezzo in proposito), per i Mets si è finalmente chiuso il capitolo Omar Minaya e si è aperto quello Sandy Alderson. Il proprietario Fred Wilpon ha infatti cacciato il GM latinoamericano al termine di una nuova deludente stagione. Una decisione, forse tardiva, che ha portato una decisa ventata di aria fresca nell’ambiente Newyorchese, con anche il manager Jerry Manuel rispedito a casa. Sandy Alderson, nella conferenza stampa di presentazione, ha subito messo le cose in chiaro: il suo obiettivo è quello di rendere i Mets una franchigia perennemente in lizza per il titolo. Ha anche detto, però, che il 2011 probabilmente sarà una stagione di transizione. Come dare torto ad Alderson? Il payroll è praticamente saturo, ma a fine stagione scadranno diversi contratti, fra cui quelli di Luis Castillo e Oliver Perez. Quindi, sebbene ci si aspettino già delle mosse interessanti in questa offseason, il bello inizierà solamente a partire da Novembre 2011. E’ anche vero, però, che Alderson ha precisato che la stagione 2011 è in cima alle sue priorità , senza ovviamente perdere d’occhio una visione a medio-lungo termine. E’ proprio questo uno dei punti sui quali bisogna soffermarsi. Con la gestione Minaya, il mercato andava avanti a suon di colpi grossi: Beltran, Bay, Santana, Rodriguez, Pedro solo per dirne alcuni. Però poi il resto della offseason veniva passata ad ingaggiare giocatori con contratti di minor league oppure facendo trade assurde (si veda, a tal proposito, lo scambio Stokes-Matthews di quest’anno). La certezza di avere un front office lungimirante è senza dubbio un fattore positivo che ci può far ben sperare per il futuro. A proposito di futuro, sempre Alderson ha parlato chiaramente dell’importanza del draft. “Uno o due draft di buon livello e sei di nuovo in carreggiata”. Per questo compito, il nuovo GM ha portato a NY due pezzi grossi del settore: JP Ricciardi, ex GM dei Toronto Blue Jays, e Paul DePodesta, che occupava la posizione di Executive Vice President a San Diego. Sebbene questi due personaggi abbiano poco brillato nel ruolo di GM, sono entrambi degli ottimi scout e sicuramente ci aiuteranno nei draft futuri, oltre che a gestire meglio il farm system che, ricordiamolo, durante il regno di Omar era in mano ad un signore che lo scorso anno ha cercato di fare una rissa da solo contro l’intera squadra di AA dei Mets. Oltre agli aspetti più strettamente legati al gioco, Alderson dovrà lavorare su altri aspetti. Primo fra tutti, il settore medico. La società , in questo campo, ha rimediato pessime figure nel periodo recente, basti pensare alla gestione degli infortuni di Beltran e di Reyes, o alle firme di Kelvim Escobar (1,5 milioni di dollari garantiti per un giocatore che non riusciva nemmeno a stringere una palla da baseball in mano durante lo Spring Training) e JJ Putz, firmato senza fare esami medici perché recentemente controllato dai dottori dei Mariners che non avevano riscontrato niente di serio, quando invece l’ex closer di Seattle aveva dei problemi ad un braccio che gli hanno fatto terminare la stagione 2009 con diversi mesi d’anticipo. Un altro tema caldo nei prossimi giorni sarà quello del manager. Messo da parte Manuel, la lista dei candidati è decisamente lunga, e comprende personaggi come Wally Backman (manager dei Brooklyn Cyclones, squadra del farm system dei Mets), DeMarlo Hale (coach dei Red Sox), Terry Collins (addetto al sistema delle leghe minori dei Mets), Chip Hale (coach di terza base dei Mets) e altri ancora. La lotta sembra essere fra Backman e Collins, ma i colpi di scena potrebbero essere dietro l’angolo. E’ altamente probabile che anche l’intero coaching staff venga rimpiazzato. La linea di Alderson è chiara: ricostruzione totale a partire dalle fondamenta. Ha detto chiaramente che nessuno è incedibile, sta rivoluzionando il coaching staff e, cosa più importante, sta cambiando la mentalità di una squadra. Ora è tutto nelle sue mani.