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Archive for November, 2010

Terry Collins è il nuovo manager dei Mets

November 21st, 2010 No comments

La notizia si è sparsa nella tarda serata di Domenica, e a quanto pare è tutto confermato: diverse fonti segnalano che Sandy Alderson e i Mets hanno deciso chi sarà il manager del futuro. Si tratta di Terry Collins, che fino ad oggi era uno degli addetti al farm system dei Mets. Collins, 62 anni nel 2011, è già stato manager a Houston e ad Anaheim, oltre che in Giappone negli Orix Buffaloes. A lui il compito di guidare la squadra per le prossime stagioni, nel tentativo di riportare i Mets in alto. Martedì ci sarà la conferenza stampa di presentazione. A nome mio e di Andrea, un grosso in bocca al lupo a Collins e a tutti i membri del Front Office dei Mets. Da ora si fa sul serio.

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stagione 2010: recap

November 20th, 2010 No comments
Arriva in ritardo il recap della stagione 2010 ma volevo scriverlo perchè è su quelle basi che l’era Alderson deve ricostruire.

Inutile negare che le prospettive durante lo Spring Training 2010 non potevano che essere positive. Era arrivato il left fielder che ci serviva, Jason Bay. Mazza pesante da mettere nel cuore del lineup per ovviare a quella di Delgado. Certo, la rotazione non era stata nuovamente toccata ed era quella che poteva creare i maggiori affanni. Come in ogni offseason di Minaya non potevano mancare le mosse da “punto interrogativo”. Intanto l’affare Beltran. Il giocatore a gennaio, improvvisamente e senza avvertire il Front Office, decide di operare quel ginocchio che lo torturava ormai da troppo tempo. E scoppia il caso gestito in modo dilettantistico dai dirigenti dei Mets. Ma Beltran non si scompone e va avanti per la sua strada che lo proietta in campo non prima di giugno. Bisogna trovare un CF. Anche se il sostituto naturale di Beltran, colui che nel 2009 aveva chiuso la stagione con .306/.350/.425, lo abbiamo in casa e risponde al nome di Angel Pagan. Niente da fare. Omar decide di buttarsi su Gary Matthews Jr, CF in declino e spacca spogliatoio che gli Angels non vedevano l’ora di “regalare” al primo che lo avesse chiesto. Stipendio pagato dalla franchigia californiana e in cambio noi mandiamo a Los Angeles il rilievo Brian Stokes. Questa trade avrà ripercussioni per tutta almeno la prima parte della stagione in quanto, come ora sappiamo, Beltran non reintrerà prima della pausa dell’All Star Game. E in prima base? Con la definitiva dipartita di Delgado si apre un buco anche li. A PSL si mette in luce un ottimo Ike Davis che gioca uno Spring Training impressionante, consapevole dell’occasione che gli si prospetta davanti. Ma non se ne fa niente. Ike, 15 giorni prima dell’inizio della stagione, viene spedito in AAA e il 5 aprile all’Opening Day sul cuscino di prima troviamo un Mike Jacobs che durante il mese e poco più in cui sarà a roster MLB si dimostrerà improponibile.

Ma Davis non passa inosservato. In AAA continua a battere con potenza e continuità impressionante. Impossibile non prenderlo in considerazione dal momento che in MLB si alternano nel ruolo Jacobs, Tatis e persino Catanalotto. A metà maggio Ike viene richiamato e si confermerà ottimo giocatore pronto per il grande salto chiudendo la sua prima stagione da rookie con un invidiabile .264/.351/.440 e ben 19 HR.

La stagione di per se la possiamo davvero dividere in due tronconi: prima e dopo l’ASG. Fino alla partita delle stelle sembrava ci si potesse togliere delle soddisfazioni. Arriviamo addirittura un paio di volte in cima alla division approfittando delle difficoltà di Phillies e Braves. Il monte regge bene l’attacco lo supporta in modo egregio. Due i momenti che rimarranno nella mente di quei primi 3 mesi e mezzo. Il clamoroso sweep rifilato ai rivali di questi ultimi anni di Philadelphia coronato dal fatto che in tre partite zittiamo perentoriamente il loro attacco che chiuderà la serie con la voce punti segnati illibata. Probabilmente il punto più alto toccato dalla squadra nella stagione 2010. E poi l’Interlega. Iniziata a fine maggio con un bella serie vinta in casa contro gli Yankees e proseguita a Giugno con ben 4 serie vinte due delle quali, a Baltimora e Cleveland, con uno sweep. Primi in division, arriviamo all’ASG.

E qui cambia tutto nonostante l’entusiasmo per il sicuro rientro di Beltran in pianta stabile anche se circondato dai dubbi sulla sua tenuta fisica. E’ l’inizio del declino. L’attacco non produce più. Si spengono all’improvviso Reyes, Bay, Barajas, Francoeur. Calano nel rendimento Wright e Pagan e tutto il buono che la rotazione continua a macinare non può essere più sfruttato. Beltran fatica non poco. Pagan spinge per prendersi il posto fisso in CF. Manuel perde il polso della situazione e un mese e mezzo buttiamo al vento tutto ciò che di buono abbaimo costruito nei primi tre.
Ad agosto solo la matematica non ci condanna. Ma le partite di ritardo dai Braves e dai rinati Phillies iniziano a diventare un macigno. La Wild Card è ancora a portata di mano. Ma basta un’accelerata di Giants e Padres per affondarci definitivamente anche li. Stagione andata. Manuel si decide finalmente a chiamare i giovani dal AAA. Arrivano Tejada che scalza Castillo dalla seconda base ma soprattutto Thole che prende possesso del piatto di casa base spedendo un Barajas insulso a Los Angeles sponda Dodgers.

Terminaimo la stagione 2010 quarti con ben 18 partite di ritardo dai Phillies, nuovamente vincitori della NL East, Santana di nuovo sotto i ferri e le grane dei contratti di Castillo e Perez da risolvere. Per non parlare della situazione Rodriguez.

Non ci saranno più Minaya e Manuel. E’ arrivato Sandy Alderson con Ricciardi e De Podesta. Faccie nuove per un nuovo modo di concepire il baseball.

In bocca al lupo, ragazzi!

Sandyball: l’arte di vincere a New York

November 8th, 2010 1 comment

Prima di iniziare la mia avventura, vorrei spendere due parole per ringraziare Andrea per avermi dato la possibilità di entrare nello staff del blog. Spero di non deludervi. Detto questo, Let’s Go Mets!!!!

Terminata la stagione 2010 (sulla quale lascio la parola ad Andrea, che sta curando un pezzo in proposito), per i Mets si è finalmente chiuso il capitolo Omar Minaya e si è aperto quello Sandy Alderson. Il proprietario Fred Wilpon ha infatti cacciato il GM latinoamericano al termine di una nuova deludente stagione. Una decisione, forse tardiva, che ha portato una decisa ventata di aria fresca nell’ambiente Newyorchese, con anche il manager Jerry Manuel rispedito a casa. Sandy Alderson, nella conferenza stampa di presentazione, ha subito messo le cose in chiaro: il suo obiettivo è quello di rendere i Mets una franchigia perennemente in lizza per il titolo. Ha anche detto, però, che il 2011 probabilmente sarà una stagione di transizione. Come dare torto ad Alderson? Il payroll è praticamente saturo, ma a fine stagione scadranno diversi contratti, fra cui quelli di Luis Castillo e Oliver Perez. Quindi, sebbene ci si aspettino già delle mosse interessanti in questa offseason, il bello inizierà solamente a partire da Novembre 2011. E’ anche vero, però, che Alderson ha precisato che la stagione 2011 è in cima alle sue priorità, senza ovviamente perdere d’occhio una visione a medio-lungo termine. E’ proprio questo uno dei punti sui quali bisogna soffermarsi. Con la gestione Minaya, il mercato andava avanti a suon di colpi grossi: Beltran, Bay, Santana, Rodriguez, Pedro solo per dirne alcuni. Però poi il resto della offseason veniva passata ad ingaggiare giocatori con contratti di minor league oppure facendo trade assurde (si veda, a tal proposito, lo scambio Stokes-Matthews di quest’anno). La certezza di avere un front office lungimirante è senza dubbio un fattore positivo che ci può far ben sperare per il futuro. A proposito di futuro, sempre Alderson ha parlato chiaramente dell’importanza del draft. “Uno o due draft di buon livello e sei di nuovo in carreggiata”. Per questo compito, il nuovo GM ha portato a NY due pezzi grossi del settore: JP Ricciardi, ex GM dei Toronto Blue Jays, e Paul DePodesta, che occupava la posizione di Executive Vice President a San Diego. Sebbene questi due personaggi abbiano poco brillato nel ruolo di GM, sono entrambi degli ottimi scout e sicuramente ci aiuteranno nei draft futuri, oltre che a gestire meglio il farm system che, ricordiamolo, durante il regno di Omar era in mano ad un signore che lo scorso anno ha cercato di fare una rissa da solo contro l’intera squadra di AA dei Mets. Oltre agli aspetti più strettamente legati al gioco, Alderson dovrà lavorare su altri aspetti. Primo fra tutti, il settore medico. La società, in questo campo, ha rimediato pessime figure nel periodo recente, basti pensare alla gestione degli infortuni di Beltran e di Reyes, o alle firme di Kelvim Escobar (1,5 milioni di dollari garantiti per un giocatore che non riusciva nemmeno a stringere una palla da baseball in mano durante lo Spring Training) e JJ Putz, firmato senza fare esami medici perché recentemente controllato dai dottori dei Mariners che non avevano riscontrato niente di serio, quando invece l’ex closer di Seattle aveva dei problemi ad un braccio che gli hanno fatto terminare la stagione 2009 con diversi mesi d’anticipo. Un altro tema caldo nei prossimi giorni sarà quello del manager. Messo da parte Manuel, la lista dei candidati è decisamente lunga, e comprende personaggi come Wally Backman (manager dei Brooklyn Cyclones, squadra del farm system dei Mets), DeMarlo Hale (coach dei Red Sox), Terry Collins (addetto al sistema delle leghe minori dei Mets), Chip Hale (coach di terza base dei Mets) e altri ancora. La lotta sembra essere fra Backman e Collins, ma i colpi di scena potrebbero essere dietro l’angolo. E’ altamente probabile che anche l’intero coaching staff venga rimpiazzato. La linea di Alderson è chiara: ricostruzione totale a partire dalle fondamenta. Ha detto chiaramente che nessuno è incedibile, sta rivoluzionando il coaching staff e, cosa più importante, sta cambiando la mentalità di una squadra. Ora è tutto nelle sue mani.

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November 5th, 2010 No comments

Sono felice di poter nuovamente scrivere su queste pagine che dopo varie peripezie sono finalmente tornate. Come le avevamo lasciate. C’è voluto del tempo ma il lavoro di molti ha permesso che il nostro lavoro non andasse perduto.

Prendiamola come un rilancio, come un nuovo inizio per noi e per i Mets. E voglio approfittare di questo primo “nuovo” post per annunciarvi la prima gradita novità. Da oggi l’unico e vero blog italiano dei New York Mets vede entrare nella sua squadra un amico che ha deciso di contribuire alla crescita di queste pagine. Si tratta di MarcoRVD, passionale e competente tifoso, che avete avuto modo di conoscere grazie ad alcuni suoi pungenti interventi indirizzati soprattutto al nostro (finalmente) ex-GM. Sono sicuro che da questa collaborazione non potrà che uscirne un prodotto migliore e sempre più puntuale. Avremo tutta la lunghissima offseason per tararci per offrirvi sempre maggiori spunti che riguardano i Mets. E gli argomenti caldi, già in questo periodo, non mancano di certo.

All’amico Marco il mio personale benvenuto, un grosso in bocca al lupo e il ringraziamento fin d’ora per l’impegno che metterà per rendere sempre migliore questo blog.

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