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Harvey Time

E’ ufficiale: Matt Harvey è arrivato in MLB ed è pronto al debutto. Il first-rounder del Draft 2010 dei Mets (e quindi scelto dal buon Omar) sarà impegnato nella notte fra Giovedì e Venerdì sulla pedana dal Chase Field, in Arizona, contro i Diamondbacks. Ovviamente l’attesa è tanta. Il periodaccio recente dei Mets e gli infortuni gravi di Pelfrey, Gee e quello speriamo meno grave di Santana hanno addirittura aumentato le aspettative dei tifosi che hanno invocato la promozione di Harvey nelle ultime due o tre settimane.

Impegnato in quella che è la sua seconda stagione professionale, Harvey arriva nelle Major con 9 K/9, 4 BB/9 con una FIP di 3.70. Per gli amanti delle statistiche tradizionali abbiamo un record di 7 vittorie e 5 sconfitte in 20 partenze con una ERA di 3.68, quindi in linea con la FIP.

Ma chi è Harvey? Draftato – come detto – nel 2010 con la quinta scelta assoluta, il nostro eroe è un destro che offre ai battitori avversari 5 varietà di lancio. Innanzitutto la sua 4-seam fastball, che raggiunge le 93-94 miglia orarie. Poi una 2-seamer leggermente più lenta, una slider, un cambio e una 12-6 curveball a completare l’arsenale. Molti lanci, dunque, per rendere più difficile il lavoro ai battitori, da mescolare sapientemente per mantere sul “chi-va-là” gli avversari.

Come fa notare JD Sussman nel suo articolo su RotoGraphs, Harvey utilizza principalmente le due fastball e la slider, mentre il cambio e la curva sono due lanci ancora abbastanza “grezzi”, che il nostro pitcher deve ancora affinare (e chissà se ne avrà il tempo in MLB). Se la sua fastball, quando centra la strike-zone, puo’ essere devastante, Harvey si porta dietro un problemino non da poco: il controllo.

I dubbi sul suo controllo erano emersi, a dire la verità, già dal giorno del Draft. La speranza e la convinzione di tutti era quella di sistemare questo difetto nelle Minor, ma al giorno d’oggi Harvey è ancora un pitcher impreciso. E se nelle leghe minori recuperare dopo essere andato dietro nel conto può essere “facile” (fra molte virgolette, logico), non è detto che questo sia altrettanto facile contro i migliori battitori del Mondo.

Questo andrebbe fatto notare a chi aspetta la partita contro i  D-Backs come la seconda venuta di Doc Gooden: non è assolutamente detto che Harvey sarà dominante a partire da subito – anzi – potrebbe avere difficoltà. Non per le solite baggianate sull’esperienza e storie simili, bensì per i già citati problemi di controllo e la variabile impazzita del sample size. Che potrebbe, ovviamente, giocare anche a suo favore. Insomma, il messaggio è chiaro e, specialmente se siete lettori assidui del blog, lo avete già recepito: comunque vada questo debutto di Harvey, sarà pressoché inutile disperarsi o gridare al miracolo. Bisognerà aspettare tanto tempo per vedere se Harvey sarà veramente un giocatore da MLB o no.

Nel frattempo, in questo periodo terribile, godiamoci questo giovane pitcher che debutta fra i grandi: potremmo dover abituarci a vedere questo ragazzone col numero 33 sul monte di lancio.

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