stagione 2010: recap
Arriva in ritardo il recap della stagione 2010 ma volevo scriverlo perchè è su quelle basi che l’era Alderson deve ricostruire.
Inutile negare che le prospettive durante lo Spring Training 2010 non potevano che essere positive. Era arrivato il left fielder che ci serviva, Jason Bay. Mazza pesante da mettere nel cuore del lineup per ovviare a quella di Delgado. Certo, la rotazione non era stata nuovamente toccata ed era quella che poteva creare i maggiori affanni. Come in ogni offseason di Minaya non potevano mancare le mosse da “punto interrogativoâ€. Intanto l’affare Beltran. Il giocatore a gennaio, improvvisamente e senza avvertire il Front Office, decide di operare quel ginocchio che lo torturava ormai da troppo tempo. E scoppia il caso gestito in modo dilettantistico dai dirigenti dei Mets. Ma Beltran non si scompone e va avanti per la sua strada che lo proietta in campo non prima di giugno. Bisogna trovare un CF. Anche se il sostituto naturale di Beltran, colui che nel 2009 aveva chiuso la stagione con .306/.350/.425, lo abbiamo in casa e risponde al nome di Angel Pagan. Niente da fare. Omar decide di buttarsi su Gary Matthews Jr, CF in declino e spacca spogliatoio che gli Angels non vedevano l’ora di “regalare†al primo che lo avesse chiesto. Stipendio pagato dalla franchigia californiana e in cambio noi mandiamo a Los Angeles il rilievo Brian Stokes. Questa trade avrà ripercussioni per tutta almeno la prima parte della stagione in quanto, come ora sappiamo, Beltran non reintrerà prima della pausa dell’All Star Game. E in prima base? Con la definitiva dipartita di Delgado si apre un buco anche li. A PSL si mette in luce un ottimo Ike Davis che gioca uno Spring Training impressionante, consapevole dell’occasione che gli si prospetta davanti. Ma non se ne fa niente. Ike, 15 giorni prima dell’inizio della stagione, viene spedito in AAA e il 5 aprile all’Opening Day sul cuscino di prima troviamo un Mike Jacobs che durante il mese e poco più in cui sarà a roster MLB si dimostrerà improponibile.
La stagione di per se la possiamo davvero dividere in due tronconi: prima e dopo l’ASG. Fino alla partita delle stelle sembrava ci si potesse togliere delle soddisfazioni. Arriviamo addirittura un paio di volte in cima alla division approfittando delle difficoltà di Phillies e Braves. Il monte regge bene l’attacco lo supporta in modo egregio. Due i momenti che rimarranno nella mente di quei primi 3 mesi e mezzo. Il clamoroso sweep rifilato ai rivali di questi ultimi anni di Philadelphia coronato dal fatto che in tre partite zittiamo perentoriamente il loro attacco che chiuderà la serie con la voce punti segnati illibata. Probabilmente il punto più alto toccato dalla squadra nella stagione 2010. E poi l’Interlega. Iniziata a fine maggio con un bella serie vinta in casa contro gli Yankees e proseguita a Giugno con ben 4 serie vinte due delle quali, a Baltimora e Cleveland, con uno sweep. Primi in division, arriviamo all’ASG.
E qui cambia tutto nonostante l’entusiasmo per il sicuro rientro di Beltran in pianta stabile anche se circondato dai dubbi sulla sua tenuta fisica. E’ l’inizio del declino. L’attacco non produce più. Si spengono all’improvviso Reyes, Bay, Barajas, Francoeur. Calano nel rendimento Wright e Pagan e tutto il buono che la rotazione continua a macinare non può essere più sfruttato. Beltran fatica non poco. Pagan spinge per prendersi il posto fisso in CF. Manuel perde il polso della situazione e un mese e mezzo buttiamo al vento tutto ciò che di buono abbaimo costruito nei primi tre.
Ad agosto solo la matematica non ci condanna. Ma le partite di ritardo dai Braves e dai rinati Phillies iniziano a diventare un macigno. La Wild Card è ancora a portata di mano. Ma basta un’accelerata di Giants e Padres per affondarci definitivamente anche li. Stagione andata. Manuel si decide finalmente a chiamare i giovani dal AAA. Arrivano Tejada che scalza Castillo dalla seconda base ma soprattutto Thole che prende possesso del piatto di casa base spedendo un Barajas insulso a Los Angeles sponda Dodgers.
Terminaimo la stagione 2010 quarti con ben 18 partite di ritardo dai Phillies, nuovamente vincitori della NL East, Santana di nuovo sotto i ferri e le grane dei contratti di Castillo e Perez da risolvere. Per non parlare della situazione Rodriguez.
Non ci saranno più Minaya e Manuel. E’ arrivato Sandy Alderson con Ricciardi e De Podesta. Faccie nuove per un nuovo modo di concepire il baseball.
In bocca al lupo, ragazzi!


















