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Mets 1 Reds 2 – Arrivederci & grazie

September 29th, 2011 1 comment

Giunge alla fine questa Stagione 2011, con una serie da tre contro i Cincinnati Reds. Spettacolo per pochi intimi iniziato Lunedì, con una sconfitta per 6-5 maturata nella parte alta del settimo, quando il giovane Chris Heisey è riuscito a battere un 3-run Homerun che ha portato in vantaggio la sua squadra. A nulla è servito l’RBI double di Reyes nell’ottavo (che ha fissato il punteggio sul 6-5 finale), anche perché lo stesso Reyes si è fatto eliminare in terza, tentando di avanzare. Prima del fuoricampo di Heisey, i Mets erano riusciti a portarsi in vantaggio dopo aver rimontato per ben due volte sui Reds. Dopo 5 inning onesti da parte di Schwinden (5 H 2 ER 5 K 1 BB), il bullpen ha scricchiolato paurosamente, concedendo punti con Byrdak e Stinson. Peccato.

Gara 2 è stata la classica, tranquilla partita di fine stagione MLB: 13 inning e punto della vittoria che entra tramite squeeze bunt. Normale, vero? Primo inning e Reds subito avanti col 2 run shot di Bruce. I Mets non ci stanno e accorciano le distanze nella parte bassa (RBI single di Wright), pareggiano nel terzo (fuoricampo di Reyes) e superano i Reds nel quinto (ancora fuoricampo di Reyes). Un inning dopo Votto la butta fuori e pareggia la partita (3-3). Pareggio che dura poco, dato che subito dopo Thole manda a casa Evans con un singolo per il 4-3. I nostri controllano, ma nel nono Acosta e Parnell pasticciano, concedendo il punto del pari su un doppio di Juan Francisco. Poi, come detto, nel tredicesimo lo squeeze bunt di Stubbs permette proprio a Francisco di segnare il punto della vittoria. Incredibilmente i Mets riescono a caricare le basi nella bassa del tredicesimo, ma Turner batte una linea che la difesa dei Reds trasforma nel double play che mette la parola fine sulla partita. Finisce 5-4.

E per finire Gara 3. Atmosfera da ultimo giorno di scuola. Jose Reyes batte un bunt single al primo AB, arriva in base ed esce. Certo non l’uscita di scena che ci si aspettava in quella che probabilmente è l’ultima partita in casacca Mets per il numero 7, anche se alla fine della giornata porta a casa il Batting Title. In questa atmosfera malinconica, sotto un cielo nuvoloso di fine Settembre, Miguel Batista tira fuori dal cilindro un 2-hit complete game shutout. Complimenti a lui. I Mets mettono a referto tre punti, con un singolo di Evans nel quarto ed un 2-run shot di Baxter nel sesto (il suo primo fuoricampo in carriera), e tanto basta per portare a casa la W.

Così si chiude la stagione 2011. Durante l’offseason non vi lasceremo da soli, grazie ad articoli di approfondimento e notizie di mercato. Se siete tristi, vi ricordo che da oggi Luis Castillo e Oliver Perez non sono più stipendiati dai Mets. Francisco Rodriguez, Omar Minaya e Bobby Bonilla ancora sì, ma questa è un’altra storia.

Il 2011 dei Mets: parole in libertà sulla stagione alle porte

March 28th, 2011 2 comments

Con gli ultimi tagli e le conferme decise da Sandy Alderson e dal suo staff, il roster per l’Opening Day è ormai stabilito, salvo alcuni piccoli nodi da sciogliere nel bullpen. E’ indubbio: la ventata d’aria fresca portata dal nuovo front office fa ben sperare per il futuro, ma occorre rimanere coi piedi per terra: quest’anno ci sarà da soffrire. Abbiamo già visto, nelle scorse settimane, il roster in dettaglio. Quello che penso sia importante sottolineare è la presenza di numerosi giocatori con un contratto annuale in squadra. Come se Sandy Alderson, sia perché il mercato non offriva molto, sia per colpa degli sperperi dell’era Minaya, abbia voluto fare di questo 2011 un anno di transizione in piena regola. Tutto sommato sono d’accordo con la scelta di Sandy & Co. Inutile andare all’assalto del titolo quest’anno, magari ingolfando ulteriormente il payroll per gli anni futuri, quando ci sono due squadre, se non tre, chiaramente superiori ai Mets. Certo, una Wild Card potrebbe anche scapparci, ma realisticamente è troppo lontana dalle nostre possibilità.

In ogni caso, ci sono diverse motivazioni che rendono questo 2011 un anno comunque interessante. Innanzitutto, questa sarà la prima stagione del nuovo corso, perciò sarà possibile vedere i passi avanti (si spera!) fatta dalla squadra. Ike Davis sarà chiamato ad evitare il ciassico “Sophomore Slump”. Mike Pelfrey, R.A. Dickey e Jon Niese dovranno confermare i miglioramenti mostrati nella scorsa stagione. Senza dimenticare i giovani del nostro farm system e soprattutto il Draft, che potrebbe dare una svolta decisiva al nostro futuro.

Buon baseball a tutti!

Anteprima Stagione 2011 – Outfield

February 9th, 2011 No comments

Secondo appuntamento con l’anteprima della stagione 2011. Oggi parliamo del reparto degli esterni. Data la minor differenza fra le varie posizioni di questa zona del campo, a differenza dell’infield, il discorso sarà organico e non diviso ruolo per ruolo. Anche perché ci sono due giocatori che potrebbero scambiarsi di ruolo rispetto al 2010. Buona lettura.

Nelle ultime stagioni, il reparto degli esterni è stato vittima di numerosi infortuni. I tre titolari (Bay, Pagan e Beltran) hanno avuto a che fare, in tempi e modi diversi, con diversi problemi fisici. Pagan, tornato ai Mets nel 2008, ha subito un brutto infortunio il 7 Maggio di quell’anno a Los Angeles, cadendo male dopo una spettacolare presa al Dodger Stadium. Questo infortunio lo tenne fuori per tutta la stagione. Nel 2009 ha invece perso circa un mese di gioco per un problema all’inguine. Per quanto riguarda Carlos Beltran, ormai tutti conosciamo la triste vicenda del suo infortunio. Dopo aver accusato i primi sintomi di un problema al ginocchio sul finire del 2009, nel Gennaio 2010 decise di operarsi. I Mets si infuriarono perché l’operazione avvenne, secondo loro, senza il consenso della squadra, mentre Beltran disse di aver ricevuto l’ok proprio dalla società stessa. Inoltre, iniziò una lunga pantomima sulla data del suo rientro, che venne progressivamente spostata da Aprile a Maggio, Giugno e infine Luglio, per un fantastico disastro che ha messo in ridicolo i Mets davanti a tutta l’America. Jason Bay, invece, ha perso metà della stagione 2010 a causa di una collisione violenta contro il muro del Dodger Stadium (evidentemente questo ballpark ha un conto in sospeso con i nostri esterni, non c’è dubbio), ponendo prematuramente fine alla peggiore stagione della sua carriera. Come si intuisce, insomma, i  tre alfieri dell’outfield Newyorchese entrano in questo 2011 con numerosi punti interrogativi sul loro stato fisico. Se tutto dovesse andare come previsto, sarà Jason Bay a pattugliare l’esterno sinistro. Come detto qualche riga sopra, Bay ha deluso nettamente le aspettative. Arrivato a New York dopo aver firmato un contratto enorme e con alle spalle stagioni ad alto livello in quel di Boston, Bay ha fatto segnare una OPS+ di 105, nettamente inferiore ai valori di 134 e 133 fatti registrare nel 2009 e nel 2008. Un pessimo numero di fuoricampo (6, di cui 4 battuti in 2 partite) e l’infortunio che ne ha prematuramente interrotto la stagione hanno fatto scuotere la testa ai numerosi tifosi che si aspettavano grandi cose da lui. Ce la farà Bay a tornare ai livelli degli scorsi anni? E come si riprenderà dalla collisione col muro? Non ci resta che aspettare. Anche perché Bay ha una no-trade clause totale, perciò volenti o nolenti, i Mets dovranno tenerlo. Per quanto riguarda Carlos Beltran, questa sarà una stagione importantissima. E’ infatti il suo ultimo anno di contratto, e negli ultimi due non ha giocato come avrebbe dovuto, oltre agli infortuni di cui abbiamo parlato sopra. Il problema al ginocchio lo costringe a giocare indossando un tutore, che limita in parte la sua agilità e la sua rapidità. Per questo, è possibile ipotizzare un suo spostamento in esterno destro per il 2011. Non è ancora una decisione sicura, anzi, le possibilità che rimanga in esterno centro sono ancora buone, ma è difficile “sprecare” un ottimo difensore come Pagan in esterno destro. Il fatto di essere nell’ultimo anno di contratto potrebbe motivare Beltran a mettersi in mostra per ottenere un buon contratto nella prossima offseason, e quindi permettere ai Mets di beneficiare di un’ultima stagione ad alti livelli da parte sua. Angel Pagan ha giocato, nel 2010, la sua prima stagione senza avere problemi fisici o quasi, se si escludono due piccoli fastidi che gli hanno fatto perdere 5 o 6 partite. Non sarà una stella, ma fa molto bene il suo dovere, difendendo ottimamente (settimo esterno per UZR nelle Major League, quarto nella National League). E’ incredibile che all’inizio della scorsa stagione Gary Matthews Jr gli fosse davanti nelle gerarchie di squadra. Dopo aver delineato le 3 posizioni principali, non bisogna tralasciare il ruolo non meno importante del quarto esterno, anche perché sarà il giocatore in questo ruolo a prendere il posto di uno dei tre titolari in caso di infortunio. I candidati per il ruolo sono due: il Met killer Willie Harris, famoso per le sue prese spettacolari nelle quali si dilettava nelle partite contro New York, e Scott Haiston, proveniente da San Diego. Sono due giocatori che recentemente hanno fatto segnare numeri molto simili, quindi sarà una dura lotta per il posto, che probabilmente verrà decisa durante lo Spring Training ormai alle porte.

stagione 2010: recap

November 20th, 2010 No comments
Arriva in ritardo il recap della stagione 2010 ma volevo scriverlo perchè è su quelle basi che l’era Alderson deve ricostruire.

Inutile negare che le prospettive durante lo Spring Training 2010 non potevano che essere positive. Era arrivato il left fielder che ci serviva, Jason Bay. Mazza pesante da mettere nel cuore del lineup per ovviare a quella di Delgado. Certo, la rotazione non era stata nuovamente toccata ed era quella che poteva creare i maggiori affanni. Come in ogni offseason di Minaya non potevano mancare le mosse da “punto interrogativo”. Intanto l’affare Beltran. Il giocatore a gennaio, improvvisamente e senza avvertire il Front Office, decide di operare quel ginocchio che lo torturava ormai da troppo tempo. E scoppia il caso gestito in modo dilettantistico dai dirigenti dei Mets. Ma Beltran non si scompone e va avanti per la sua strada che lo proietta in campo non prima di giugno. Bisogna trovare un CF. Anche se il sostituto naturale di Beltran, colui che nel 2009 aveva chiuso la stagione con .306/.350/.425, lo abbiamo in casa e risponde al nome di Angel Pagan. Niente da fare. Omar decide di buttarsi su Gary Matthews Jr, CF in declino e spacca spogliatoio che gli Angels non vedevano l’ora di “regalare” al primo che lo avesse chiesto. Stipendio pagato dalla franchigia californiana e in cambio noi mandiamo a Los Angeles il rilievo Brian Stokes. Questa trade avrà ripercussioni per tutta almeno la prima parte della stagione in quanto, come ora sappiamo, Beltran non reintrerà prima della pausa dell’All Star Game. E in prima base? Con la definitiva dipartita di Delgado si apre un buco anche li. A PSL si mette in luce un ottimo Ike Davis che gioca uno Spring Training impressionante, consapevole dell’occasione che gli si prospetta davanti. Ma non se ne fa niente. Ike, 15 giorni prima dell’inizio della stagione, viene spedito in AAA e il 5 aprile all’Opening Day sul cuscino di prima troviamo un Mike Jacobs che durante il mese e poco più in cui sarà a roster MLB si dimostrerà improponibile.

Ma Davis non passa inosservato. In AAA continua a battere con potenza e continuità impressionante. Impossibile non prenderlo in considerazione dal momento che in MLB si alternano nel ruolo Jacobs, Tatis e persino Catanalotto. A metà maggio Ike viene richiamato e si confermerà ottimo giocatore pronto per il grande salto chiudendo la sua prima stagione da rookie con un invidiabile .264/.351/.440 e ben 19 HR.

La stagione di per se la possiamo davvero dividere in due tronconi: prima e dopo l’ASG. Fino alla partita delle stelle sembrava ci si potesse togliere delle soddisfazioni. Arriviamo addirittura un paio di volte in cima alla division approfittando delle difficoltà di Phillies e Braves. Il monte regge bene l’attacco lo supporta in modo egregio. Due i momenti che rimarranno nella mente di quei primi 3 mesi e mezzo. Il clamoroso sweep rifilato ai rivali di questi ultimi anni di Philadelphia coronato dal fatto che in tre partite zittiamo perentoriamente il loro attacco che chiuderà la serie con la voce punti segnati illibata. Probabilmente il punto più alto toccato dalla squadra nella stagione 2010. E poi l’Interlega. Iniziata a fine maggio con un bella serie vinta in casa contro gli Yankees e proseguita a Giugno con ben 4 serie vinte due delle quali, a Baltimora e Cleveland, con uno sweep. Primi in division, arriviamo all’ASG.

E qui cambia tutto nonostante l’entusiasmo per il sicuro rientro di Beltran in pianta stabile anche se circondato dai dubbi sulla sua tenuta fisica. E’ l’inizio del declino. L’attacco non produce più. Si spengono all’improvviso Reyes, Bay, Barajas, Francoeur. Calano nel rendimento Wright e Pagan e tutto il buono che la rotazione continua a macinare non può essere più sfruttato. Beltran fatica non poco. Pagan spinge per prendersi il posto fisso in CF. Manuel perde il polso della situazione e un mese e mezzo buttiamo al vento tutto ciò che di buono abbaimo costruito nei primi tre.
Ad agosto solo la matematica non ci condanna. Ma le partite di ritardo dai Braves e dai rinati Phillies iniziano a diventare un macigno. La Wild Card è ancora a portata di mano. Ma basta un’accelerata di Giants e Padres per affondarci definitivamente anche li. Stagione andata. Manuel si decide finalmente a chiamare i giovani dal AAA. Arrivano Tejada che scalza Castillo dalla seconda base ma soprattutto Thole che prende possesso del piatto di casa base spedendo un Barajas insulso a Los Angeles sponda Dodgers.

Terminaimo la stagione 2010 quarti con ben 18 partite di ritardo dai Phillies, nuovamente vincitori della NL East, Santana di nuovo sotto i ferri e le grane dei contratti di Castillo e Perez da risolvere. Per non parlare della situazione Rodriguez.

Non ci saranno più Minaya e Manuel. E’ arrivato Sandy Alderson con Ricciardi e De Podesta. Faccie nuove per un nuovo modo di concepire il baseball.

In bocca al lupo, ragazzi!

Minaya e Manuel ufficialmente licenziati

October 4th, 2010 No comments

Si aspettava il termine della stagione per ufficializzare quella che era ormai diventata una certezza: Omar Minaya e Jerry Manuel, rispettivamente GM e Manager, vengono definitivamente allontanati dai Mets.

Finalmente la notizia che quasi tutti i tifosi attendevano dopo l’ennesima stagione disastrosa e dopo gli innumerevoli disastri che la coppia, insieme dal 2008, ha compiuto ai danni della nostra franchigia.

Inutile ricordare le chicche del nostro GM, che abbandona la squadra di NY dopo averla “condotta” per 6 lunghissimi anni. Inutile riprendere come particolare ricordo quella drammatica gara 7 delle NLCS del 2006 contro i Cardinals. Quell’ultimo at-bat di Beltran tanto inspiegabile quanto incredibile, rappresenta il punto di arrivo di una gestione quantomeno discutibile di squadra MLB e farm. Quel 2006 doveva essere un punto di partenza. Le World Series sfiorate dovevano dare nuova linfa alla squadra. Ed invece è stato l’inizio della fine. Un 2007 dominato quasi come il 2006 si chiude con una delle peggiori rimonte subite che la storia del baseball possa ricordare. Avanti di ben 7 partite con sole più 2 settimane da giocare. I Phillies caldissimi che ci credono sempre di più e i Mets che sentono la paura anche con 4-5 partite di vantaggio. L’ultima partita contro i Marlins è l’apoteosi della drammaticità. Il nostro ace, Tom Glavine, non dura neanche 2 IP e regaliamo ai nostri rivali il pennant dopo averlo tenuto saldamente in pugno per gran parte della stagione. Nel 2008 si lotta, per il pennant e per la WC. All’ultimo giorno di RS la Division è di nuovo dei Phillies ma siamo in cima alla WC insieme ai Brewers, autori anche loro di una cavalcata vincente. CC Sabathia li prende per mano mentre noi crolliamo portati a picco da Oliver Perez.

2009 costellato da infortuni. Minaya si nasconde dietro ad un dito e giustifica così il fallimentare 4° posto. Salva il posto. Come anche Jerry Manuel. Ma il 2010 non può avere scuse. Arriva Bay. Bisogna andare ai PO. ed invece ad agosto c’è il solito crollo. Mets fuori per il quarto anno consecutivo. E’ arrivato il punto di non ritorno.

Senza dimenticare le gemme che ci lascia la gestione Minaya: Perez, Castillo, Francoeur, Cora, Pedro Martinez rotto, Alou. L’ottima gestione dell’infortunio di Beltran, l’ottima gestione dei nostri migliori prospetti (vedi Mejia), il totale disinteresse per il draft e la fortunosa ascesa di ottimi giocatori come Ike Davis e Mejia stesso. Le bugie raccontate a se stesso e ai tifosi a riguardo della rotazione che da anni ormai non è quella di una squadra che vuole contendere. Si quest’anno è andato bene. Ma appunto, quanto ha inciso la fortuna di aver trovato per strada un Dickey che mai aveva lanciato così? Quanto incide la buona sorte sulla scoperta di Takahashi? Si, parlo di buona sorte perchè raramente Minaya ha dato prova di inserire le sue mosse all’interno di un progetto. Era sempre il solito modo di agire: top FA in off season per buttare fumo negli occhi dei tifosi e poi il nulla. Si ritrova in casa belli e pronti due fenomeni come Wright e Reyes ma non è in grado di sfruttarli appieno.

Ah già! Ma lui è l’artefice della trade che ha portato Johan Santana a NY. E’ vero, ma anche in questo caso, siamo sicuri che i Mets non fossero l’unica squadra di NL in grado di sostenere l’ingaggio di Johan, dato che i Twins non volevano assolutamente cederlo in AL? A quel tempo venne elogiato Omar per aver dato in cambio poco o niente, ma ad oggi, i Twins hanno conquistato ben due post season da quando Santana è partito, e i Mets? A voi la risposta.

Gli sono state date mille opportunità, forse non tutte meritate. E’ ora di pagare il conto.

Addio, Omar.