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Anteprima Stagione 2011 – Outfield

February 9th, 2011 No comments

Secondo appuntamento con l’anteprima della stagione 2011. Oggi parliamo del reparto degli esterni. Data la minor differenza fra le varie posizioni di questa zona del campo, a differenza dell’infield, il discorso sarà organico e non diviso ruolo per ruolo. Anche perché ci sono due giocatori che potrebbero scambiarsi di ruolo rispetto al 2010. Buona lettura.

Nelle ultime stagioni, il reparto degli esterni è stato vittima di numerosi infortuni. I tre titolari (Bay, Pagan e Beltran) hanno avuto a che fare, in tempi e modi diversi, con diversi problemi fisici. Pagan, tornato ai Mets nel 2008, ha subito un brutto infortunio il 7 Maggio di quell’anno a Los Angeles, cadendo male dopo una spettacolare presa al Dodger Stadium. Questo infortunio lo tenne fuori per tutta la stagione. Nel 2009 ha invece perso circa un mese di gioco per un problema all’inguine. Per quanto riguarda Carlos Beltran, ormai tutti conosciamo la triste vicenda del suo infortunio. Dopo aver accusato i primi sintomi di un problema al ginocchio sul finire del 2009, nel Gennaio 2010 decise di operarsi. I Mets si infuriarono perché l’operazione avvenne, secondo loro, senza il consenso della squadra, mentre Beltran disse di aver ricevuto l’ok proprio dalla società stessa. Inoltre, iniziò una lunga pantomima sulla data del suo rientro, che venne progressivamente spostata da Aprile a Maggio, Giugno e infine Luglio, per un fantastico disastro che ha messo in ridicolo i Mets davanti a tutta l’America. Jason Bay, invece, ha perso metà della stagione 2010 a causa di una collisione violenta contro il muro del Dodger Stadium (evidentemente questo ballpark ha un conto in sospeso con i nostri esterni, non c’è dubbio), ponendo prematuramente fine alla peggiore stagione della sua carriera. Come si intuisce, insomma, i  tre alfieri dell’outfield Newyorchese entrano in questo 2011 con numerosi punti interrogativi sul loro stato fisico. Se tutto dovesse andare come previsto, sarà Jason Bay a pattugliare l’esterno sinistro. Come detto qualche riga sopra, Bay ha deluso nettamente le aspettative. Arrivato a New York dopo aver firmato un contratto enorme e con alle spalle stagioni ad alto livello in quel di Boston, Bay ha fatto segnare una OPS+ di 105, nettamente inferiore ai valori di 134 e 133 fatti registrare nel 2009 e nel 2008. Un pessimo numero di fuoricampo (6, di cui 4 battuti in 2 partite) e l’infortunio che ne ha prematuramente interrotto la stagione hanno fatto scuotere la testa ai numerosi tifosi che si aspettavano grandi cose da lui. Ce la farà Bay a tornare ai livelli degli scorsi anni? E come si riprenderà dalla collisione col muro? Non ci resta che aspettare. Anche perché Bay ha una no-trade clause totale, perciò volenti o nolenti, i Mets dovranno tenerlo. Per quanto riguarda Carlos Beltran, questa sarà una stagione importantissima. E’ infatti il suo ultimo anno di contratto, e negli ultimi due non ha giocato come avrebbe dovuto, oltre agli infortuni di cui abbiamo parlato sopra. Il problema al ginocchio lo costringe a giocare indossando un tutore, che limita in parte la sua agilità e la sua rapidità. Per questo, è possibile ipotizzare un suo spostamento in esterno destro per il 2011. Non è ancora una decisione sicura, anzi, le possibilità che rimanga in esterno centro sono ancora buone, ma è difficile “sprecare” un ottimo difensore come Pagan in esterno destro. Il fatto di essere nell’ultimo anno di contratto potrebbe motivare Beltran a mettersi in mostra per ottenere un buon contratto nella prossima offseason, e quindi permettere ai Mets di beneficiare di un’ultima stagione ad alti livelli da parte sua. Angel Pagan ha giocato, nel 2010, la sua prima stagione senza avere problemi fisici o quasi, se si escludono due piccoli fastidi che gli hanno fatto perdere 5 o 6 partite. Non sarà una stella, ma fa molto bene il suo dovere, difendendo ottimamente (settimo esterno per UZR nelle Major League, quarto nella National League). E’ incredibile che all’inizio della scorsa stagione Gary Matthews Jr gli fosse davanti nelle gerarchie di squadra. Dopo aver delineato le 3 posizioni principali, non bisogna tralasciare il ruolo non meno importante del quarto esterno, anche perché sarà il giocatore in questo ruolo a prendere il posto di uno dei tre titolari in caso di infortunio. I candidati per il ruolo sono due: il Met killer Willie Harris, famoso per le sue prese spettacolari nelle quali si dilettava nelle partite contro New York, e Scott Haiston, proveniente da San Diego. Sono due giocatori che recentemente hanno fatto segnare numeri molto simili, quindi sarà una dura lotta per il posto, che probabilmente verrà decisa durante lo Spring Training ormai alle porte.

stagione 2010: recap

November 20th, 2010 No comments
Arriva in ritardo il recap della stagione 2010 ma volevo scriverlo perchè è su quelle basi che l’era Alderson deve ricostruire.

Inutile negare che le prospettive durante lo Spring Training 2010 non potevano che essere positive. Era arrivato il left fielder che ci serviva, Jason Bay. Mazza pesante da mettere nel cuore del lineup per ovviare a quella di Delgado. Certo, la rotazione non era stata nuovamente toccata ed era quella che poteva creare i maggiori affanni. Come in ogni offseason di Minaya non potevano mancare le mosse da “punto interrogativo”. Intanto l’affare Beltran. Il giocatore a gennaio, improvvisamente e senza avvertire il Front Office, decide di operare quel ginocchio che lo torturava ormai da troppo tempo. E scoppia il caso gestito in modo dilettantistico dai dirigenti dei Mets. Ma Beltran non si scompone e va avanti per la sua strada che lo proietta in campo non prima di giugno. Bisogna trovare un CF. Anche se il sostituto naturale di Beltran, colui che nel 2009 aveva chiuso la stagione con .306/.350/.425, lo abbiamo in casa e risponde al nome di Angel Pagan. Niente da fare. Omar decide di buttarsi su Gary Matthews Jr, CF in declino e spacca spogliatoio che gli Angels non vedevano l’ora di “regalare” al primo che lo avesse chiesto. Stipendio pagato dalla franchigia californiana e in cambio noi mandiamo a Los Angeles il rilievo Brian Stokes. Questa trade avrà ripercussioni per tutta almeno la prima parte della stagione in quanto, come ora sappiamo, Beltran non reintrerà prima della pausa dell’All Star Game. E in prima base? Con la definitiva dipartita di Delgado si apre un buco anche li. A PSL si mette in luce un ottimo Ike Davis che gioca uno Spring Training impressionante, consapevole dell’occasione che gli si prospetta davanti. Ma non se ne fa niente. Ike, 15 giorni prima dell’inizio della stagione, viene spedito in AAA e il 5 aprile all’Opening Day sul cuscino di prima troviamo un Mike Jacobs che durante il mese e poco più in cui sarà a roster MLB si dimostrerà improponibile.

Ma Davis non passa inosservato. In AAA continua a battere con potenza e continuità impressionante. Impossibile non prenderlo in considerazione dal momento che in MLB si alternano nel ruolo Jacobs, Tatis e persino Catanalotto. A metà maggio Ike viene richiamato e si confermerà ottimo giocatore pronto per il grande salto chiudendo la sua prima stagione da rookie con un invidiabile .264/.351/.440 e ben 19 HR.

La stagione di per se la possiamo davvero dividere in due tronconi: prima e dopo l’ASG. Fino alla partita delle stelle sembrava ci si potesse togliere delle soddisfazioni. Arriviamo addirittura un paio di volte in cima alla division approfittando delle difficoltà di Phillies e Braves. Il monte regge bene l’attacco lo supporta in modo egregio. Due i momenti che rimarranno nella mente di quei primi 3 mesi e mezzo. Il clamoroso sweep rifilato ai rivali di questi ultimi anni di Philadelphia coronato dal fatto che in tre partite zittiamo perentoriamente il loro attacco che chiuderà la serie con la voce punti segnati illibata. Probabilmente il punto più alto toccato dalla squadra nella stagione 2010. E poi l’Interlega. Iniziata a fine maggio con un bella serie vinta in casa contro gli Yankees e proseguita a Giugno con ben 4 serie vinte due delle quali, a Baltimora e Cleveland, con uno sweep. Primi in division, arriviamo all’ASG.

E qui cambia tutto nonostante l’entusiasmo per il sicuro rientro di Beltran in pianta stabile anche se circondato dai dubbi sulla sua tenuta fisica. E’ l’inizio del declino. L’attacco non produce più. Si spengono all’improvviso Reyes, Bay, Barajas, Francoeur. Calano nel rendimento Wright e Pagan e tutto il buono che la rotazione continua a macinare non può essere più sfruttato. Beltran fatica non poco. Pagan spinge per prendersi il posto fisso in CF. Manuel perde il polso della situazione e un mese e mezzo buttiamo al vento tutto ciò che di buono abbaimo costruito nei primi tre.
Ad agosto solo la matematica non ci condanna. Ma le partite di ritardo dai Braves e dai rinati Phillies iniziano a diventare un macigno. La Wild Card è ancora a portata di mano. Ma basta un’accelerata di Giants e Padres per affondarci definitivamente anche li. Stagione andata. Manuel si decide finalmente a chiamare i giovani dal AAA. Arrivano Tejada che scalza Castillo dalla seconda base ma soprattutto Thole che prende possesso del piatto di casa base spedendo un Barajas insulso a Los Angeles sponda Dodgers.

Terminaimo la stagione 2010 quarti con ben 18 partite di ritardo dai Phillies, nuovamente vincitori della NL East, Santana di nuovo sotto i ferri e le grane dei contratti di Castillo e Perez da risolvere. Per non parlare della situazione Rodriguez.

Non ci saranno più Minaya e Manuel. E’ arrivato Sandy Alderson con Ricciardi e De Podesta. Faccie nuove per un nuovo modo di concepire il baseball.

In bocca al lupo, ragazzi!

Minaya e Manuel ufficialmente licenziati

October 4th, 2010 No comments

Si aspettava il termine della stagione per ufficializzare quella che era ormai diventata una certezza: Omar Minaya e Jerry Manuel, rispettivamente GM e Manager, vengono definitivamente allontanati dai Mets.

Finalmente la notizia che quasi tutti i tifosi attendevano dopo l’ennesima stagione disastrosa e dopo gli innumerevoli disastri che la coppia, insieme dal 2008, ha compiuto ai danni della nostra franchigia.

Inutile ricordare le chicche del nostro GM, che abbandona la squadra di NY dopo averla “condotta” per 6 lunghissimi anni. Inutile riprendere come particolare ricordo quella drammatica gara 7 delle NLCS del 2006 contro i Cardinals. Quell’ultimo at-bat di Beltran tanto inspiegabile quanto incredibile, rappresenta il punto di arrivo di una gestione quantomeno discutibile di squadra MLB e farm. Quel 2006 doveva essere un punto di partenza. Le World Series sfiorate dovevano dare nuova linfa alla squadra. Ed invece è stato l’inizio della fine. Un 2007 dominato quasi come il 2006 si chiude con una delle peggiori rimonte subite che la storia del baseball possa ricordare. Avanti di ben 7 partite con sole più 2 settimane da giocare. I Phillies caldissimi che ci credono sempre di più e i Mets che sentono la paura anche con 4-5 partite di vantaggio. L’ultima partita contro i Marlins è l’apoteosi della drammaticità. Il nostro ace, Tom Glavine, non dura neanche 2 IP e regaliamo ai nostri rivali il pennant dopo averlo tenuto saldamente in pugno per gran parte della stagione. Nel 2008 si lotta, per il pennant e per la WC. All’ultimo giorno di RS la Division è di nuovo dei Phillies ma siamo in cima alla WC insieme ai Brewers, autori anche loro di una cavalcata vincente. CC Sabathia li prende per mano mentre noi crolliamo portati a picco da Oliver Perez.

2009 costellato da infortuni. Minaya si nasconde dietro ad un dito e giustifica così il fallimentare 4° posto. Salva il posto. Come anche Jerry Manuel. Ma il 2010 non può avere scuse. Arriva Bay. Bisogna andare ai PO. ed invece ad agosto c’è il solito crollo. Mets fuori per il quarto anno consecutivo. E’ arrivato il punto di non ritorno.

Senza dimenticare le gemme che ci lascia la gestione Minaya: Perez, Castillo, Francoeur, Cora, Pedro Martinez rotto, Alou. L’ottima gestione dell’infortunio di Beltran, l’ottima gestione dei nostri migliori prospetti (vedi Mejia), il totale disinteresse per il draft e la fortunosa ascesa di ottimi giocatori come Ike Davis e Mejia stesso. Le bugie raccontate a se stesso e ai tifosi a riguardo della rotazione che da anni ormai non è quella di una squadra che vuole contendere. Si quest’anno è andato bene. Ma appunto, quanto ha inciso la fortuna di aver trovato per strada un Dickey che mai aveva lanciato così? Quanto incide la buona sorte sulla scoperta di Takahashi? Si, parlo di buona sorte perchè raramente Minaya ha dato prova di inserire le sue mosse all’interno di un progetto. Era sempre il solito modo di agire: top FA in off season per buttare fumo negli occhi dei tifosi e poi il nulla. Si ritrova in casa belli e pronti due fenomeni come Wright e Reyes ma non è in grado di sfruttarli appieno.

Ah già! Ma lui è l’artefice della trade che ha portato Johan Santana a NY. E’ vero, ma anche in questo caso, siamo sicuri che i Mets non fossero l’unica squadra di NL in grado di sostenere l’ingaggio di Johan, dato che i Twins non volevano assolutamente cederlo in AL? A quel tempo venne elogiato Omar per aver dato in cambio poco o niente, ma ad oggi, i Twins hanno conquistato ben due post season da quando Santana è partito, e i Mets? A voi la risposta.

Gli sono state date mille opportunità, forse non tutte meritate. E’ ora di pagare il conto.

Addio, Omar.

una lettera per Omar

October 3rd, 2010 No comments

Lettera aperta ad Omar Minaya dal nostro amico Marco. Come non condividere.

“Caro Omar,

sono un tifoso dei Mets. Uno come tanti. Ti scrivo questa lettera mentre tu stai trascorrendo le ultime ore da GM dei Mets in carica. Che strano sapere che fra qualche giorno non sarai più tu il GM della mia squadra. Mi fa strano soprattutto perché quando ho iniziato a seguire tu c’eri già, e non riesco ad immaginarmi i Mets guidati da un’altra persona prima di te. Ma così funziona il business, vero? Vorrei elencare tutte le cose belle che hai fatto in questi anni, ma – e mi scuserai – non riesco a trovarne nessuna. La trade di Santana, dici? Forse, ma a me (e non solo a me) è sembrato un grosso pasticcio del front office dei Twins. Anche perché né prima né dopo hai bissato una trade di simile importanza. Certo, non si può dire che tu sia il solo responsabile per i disastri degli ultimi anni, ma in buona parte lo sei, e te lo dico schiettamente, perché non mi piace fingere. Spero che tu capisca la delusione di un semplice tifoso. Non so chi verrà dopo di te. Probabilmente anche il tuo amico Jerry scenderà dalla nave dopo la fine della stagione. Chi dire? Spero che chi verrà dopo di voi riesca a fare meglio. Prima di salutarti, vorrei dirti una sola cosa: grazie. Grazie per aver preso Oliver Perez il 31 Luglio 2006. Grazie per averlo rifirmato, tre anni dopo, dandogli 36 milioni per tre anni. Grazie per Gary Matthews Jr. Grazie per Trot Nixon. Grazie per il pasticcio con Tony Bernazard. Grazie per aver gestito in maniera splendida l’infortunio di Beltran. Grazie per aver firmato Alou. Grazie per aver bruciato Fernando Martinez. Grazie per aver fatto ridere tutti nel 2007 e nel 2008. Grazie per le ultime due stagioni sotto quota .500. Grazie per Catalanotto. Grazie per il contratto di Cora. Grazie per aver licenziato Randolph dopo che aveva vinto 4 delle ultime 6, compresa quella della sera prima, e la squadra era ad Anaheim. Grazie per aver costruito la squadra 2010 “around pitching, speed and defense”. Grazie per tante altre cose che ora, per fortuna, mi sfuggono. Grazie di tutto Omar. Buona fortuna.

Con affetto,

Un tifoso dei Mets”

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la stagione 2010 è matematicamente terminata

September 22nd, 2010 No comments

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere nuovamente sul nostro blog. Un po’ perchè partita dopo partita era talmente tanta la delusione per come si stava materializzando la sconfitta e un po’ per vedere che cosa sarebbe successo dall’ultima serie contro i Pirates fino a quella contro i Braves.

Ebbene, ne vinciamo 4 contro i Pirati ma ne perdiamo 3 contro i Braves.  E’ chiaro che le vittorie contro una squadra che forse non ha mai avuto velleità di classifica hanno un valore relativo. E’ altrettanto chiaro che quando di fronte ci sono i Braves in piena lotta per un posto in post season la situazione cambia. L’inerzia è tutta dalla loro parte ma noi ci mettiamo sempre del nostro.  Eloquente è gara 1 contro Atlanta. Niese prende 6 punti ma se andiamo a leggere il box score: ER 0! Tutti errori e nulla di imputabile direttamente al pitcher.

Ho voluto citare questa situazione come riassunto di una stagione andata così. Molto bene fino all’ASG e poi crollata sotto i mancati colpi delle nostre mazze. Perchè se il nostro pitching è andato oltre le più rosee aspettative, seppur con alti e bassi, è lineup che è mancato completamente.  Perchè se oggi Halladay conquista la sua 20° W del 2010 il nostro ace è sotto i ferri a farsi operare. Perchè se Billy Wagner, quello dato per finito, viaggia sulle 35 SV,  il nostro closer si fa arrestare per risse da bar negli spogliatoi del City.

Sono solo un paio di considerazioni che mi vengono in mente per questo 2010. Sicuramente saprò essere più esauriente e meno impulsivo più avanti, magari a mazze ferme.

Ci sarebbe in realtà un’ultima cosa che vorrei rimarcare perchè mi sembra esaustiva della cattiva gestione del nostro FO di questi anni. Il 2 febbraio 2008 celebravamo l’arrivo di Johan Santana dai Twins. Trade che a detta di quasi tutti gli esperti era nettamente a favore dei Mets che riuscivano anche a tenersi il loro top prospect, Fernando Martinez. Ad oggi, i Mets hanno mancato la post season in tutti e 3 gli anni in cui hanno avuto Santana (2008-2009-2010), i Twins proprio ieri hanno festeggiato il loro secondo anno consecutivo da vincenti della AL Central.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che non basta prendere FA costosissimi da mettere a roster ogni anno. Non basta perchè se non c’è un chiaro progetto dietro, i campionissimi rimangono fini a se stessi.  Santana nel 2008 lancia un CG shotout nella penultima partita della stagione contro i Marlins che ci mantiene primi nella corsa alla WC al pari dei Brewers. Il giorno dopo, nell’ultima partita di RS, noi mettiamo sul monte Perez mentre i Brewers si godono il CG di Sabathia che li porta ai PO. Inutile spendere per far vedere ai tifosi che “ci sai fare”. Nel baseball non basta. E come in tutte le cose ci vuole un progetto.

Minaya ha dimostrato di non averlo mai avuto.

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mejia, arrivederci al 2011

September 16th, 2010 No comments

Finisce anche per Henry Mejia la stagione 2010. Ieri sera durante il terzo inning della terza partita della serie contro i Pirates, il giovane pitcher ha sentito una fitta sotto la scapola destra subito dopo aver lanciato.

Il primo a rendersi conto che qualcosa era andato storto è stato Blanco il quale si è avvicinato per sincerarsi delle condizioni di Mejia. niente da fare. Il dolore era forte. Il medico dello staff non gli permette neanche di fare i lanci di prova. Mejia esce dopo 2 IP lanciati e lasciando 2 uomini in base.

Le radiografie evidenzieranno oggi un problema al muscolo romboidale sotto la scapola. Diagnosi implacabile e stagione 2010 alle spalle.

Mejia aveva impressionato durante lo ST. Era andato talmente bene che Manuel aveva deciso, per molti erroneamente, di inserirlo nei 25 per l’Opening Day. Non come partente ma come rilievo. Jerry ha sempre dichiarato di vedere in lui un potenziale Rivera. Ma i discorsi su Mejia a roster fin da aprile sono stati infiniti ed è inutile ripeterli ora. A luglio viene rispedito in AA a fare nuovamente il partente e dopo poche settimane si fa male. Starà fuori 3 settimane. Al suo rientro stupisce nuovamente con le belle e solide partenze in AA. A fine agosto fa il suo esordio in AAA ed è un successo anche quello: 8IP, 1ER e ben 9 K. Arriva di nuovo il suo momento in MLB, ma questa volta come partente. 2 partenze prima di quella di ieri, fatale. 2 partenze tra il mediocre e il pessimo. Ieri stava andando bene tenendo conto che il lineup che aveva di fronte non era certo pari a quello dei Phillies incontrati venerdi scorso.

Poi il dolore, l’uscita l’arrivederci forzato al 2011.

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finisce 1-2 la serie contro Phila

September 14th, 2010 No comments

Serie contro i Phillies che termina come si poteva immaginare. 2 sconfitte contro Doc e Oswalt e 1 vittoria che arriva grazie alla buona prova di Pelfrey che tiene chiusa la partita fino all’ottavo inning.

Poco da fare contro due mostri sacri come i pitchers di Phila. Il nostro attacco in questo momento è al di sotto della mediocrità e non può essere certo una squadra in piena lotta su tutti i fronti l’ideale per rilanciarsi un po’. Ovviamente il risultato non era la cosa che a noi premeva di più, ma ci sono alcune considerazioni importanti da fare.

Intanto Mejia in gara 1 contro Halladay fa la sua seconda partenza in MLB. Se la prima era stata con luci ed ombre, la seconda, di fronte ad un lineup difficile come quello dei Philies, è decisamente crollato. Esce dopo 4 IP con 6 ERe 9 H, 1 BB e solo 2 SO. Alla fine esce dopo 81 lanci così suddivisi: 64 FB, 7 CH (di cui solo 1 nella zona) e 10 CU. Troppi pochi strike dimostrano come il nostro pitcher giustamente temesse i battitori avversari. Ma troppe volte è andato indietro nel conto ed è stato obbligato a lanciare palle in zona, magari al centro del piatto. Troppe FB a mio parere. Il suo arsenale è più ampio e l’obiettivo è proprio quello di fargli capire come usarlo.

Di fronte aveva Halladay. Non è da dimenticare questo. tra l’altro un Halladay non perfetto che prima di uscire concede comunque 4 ER. E qui sta proprio la differenza tra noi e loro. Anche se il loro pitcher concede qualcosa sanno che dal lineup possono sempre tirar fuori qualcosa. Noi non possiamo farci affidamento.

E dopo aver sottolineato la buona prova di Pelfrey che in gara 2 lavora bene per 7 IP prima di rimettere in gioco i Phillies. Ci pensa però una prestazione monster di Ike Davis  a risolvere i problemi che va 4-4 con 1 doppio e 3 RBI.

E’ la gara 3 che mi fa avere i maggiori rimpianti. Non tanto per il risultato ma per aver visto sul monte un pitcher solido e efficace come Roy Oswalt. Lo stesso che a luglio era seguito anche dai Mets. Lo stesso che ha deciso alla fine di vestire la maglia dei Phillies e lo stesso per cui il nostro FO ha detto di non aver ritenuto opportuno fare dei sacrifici. Oswalt ha in carriera 3,20 ERA, 3.36 FIP e 3,57 xFIP, numeri al limite del stratosferico. Sarebbe stato sotto contratto per questa ultima metà di stagione e per tutta la prossima. Non ha storie di grandi infortuni alle spalle. Eppure non ci siamo andati neanche vicini. Il suo CG di domenica brucia. soprattutto perché noi gli abbiamo contrapposto un buonissimo Niese che va per 7 IP concedendo solo 3 ER con 6 SO. Roy però distrugge il nostro lineup concedendo solo 4 H.

Mi sembra incredibile che non si sia riusciti a portarlo da noi. Era un’occasione irripetibile e forse valeva qualche sacrificio. Santana, Oswalt, Niese, Pelfery, Dickey. Non riesco ad aggiungere altro.

Intanto Santana oggi verrà operato per la terza volta da quando è ai Mets.

santana, stagione finita

September 11th, 2010 No comments

E’ notizia di ieri che Johan Santana dovrà sottoporsi ad una nuova operazione e nuovamente non terminerà la stagione. Poco male dal punto di vista sportivo in quanto, come l’anno scorso, i Mets non sono più in corsa per un posto ai PO. Ma inizia ad essere preoccupante dal punto di vista fisico del giocatore.

La prima cosa che Johan ha dichiarato è stata che gli infortuni fanno parte del gioco e quindi bisogna accettarli. Ma la parte successiva della sua dichiarazione lascia perplessi. In pratica non è sicuro di cosa riuscirà a fare nel 2011 e si augura, si augura, di essere pronto per l’Opening Day. Spera di riuscire a riprendere a lanciare a gennaio ma è troppo presto per parlare di questo. Deve essere ancora fissata la data dell’operazione anche se Santana vuole sentire ancora un parere.

Certo è che come ormai succede spesso, i Mets non ne escono in modo limpido da questa situazione. Mi domando, su che base medica lo hanno fatto provare a lanciare qualche giorno fa? Insomma il tuo Ace è mezzo infortunato, l’hai tolto dopo 5 IP nella sua ultima partita, e lo fai tirare solo perché lui ti ha detto: ” I’m ok!”.

E’ normale che uno sportivo, in qualsiasi campo, non ti dirà mai che ha finito la benzina. Sono convinti che la squadra non potrebbe mai fare a meno di loro. Non c’è nulla che confermi che l’infortunio si sia aggravato a acausa di quella prova ma io non l’avrei mai fatto tirare se solo avessi avuto anche il minimo dubbio.

E’ andata così. Speriamo di rivederlo davvero allo ST sperando che non diventi una cosa continua e che il suo fisico sia davvero integro perché i Mets hanno bisogno di Santana.

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09/11/2001 – 09/11/2010

September 11th, 2010 No comments

Giornata da commemorare e lo voglio fare con il ricordo di Sylvan Lane, che ci racconta come ha vissuto quel tragico martedi ma anche di come i Mets e Mike Piazza in particolare hanno aiutato tutta New York ad aprire uno spiraglio nel buoi che c’era intorno.

Buona lettura.

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Mets@Nationals 3-2

September 9th, 2010 No comments

Serie vinta contro i Nationals grazie all’ultima partita nella quale ci imponiamo per 3-2. Solita ottima prestazione di un Dickey che ormai non stupisce più. 6 solidi inning nei quali concede 5 H e due soli punti ma soprattutto nessuna BB.  ERA a 2.91 che rappresenta un lusso che ad inizio anno non ci saremmo mai sognati di avere. Esce dopo 88 lanci ed un sesto inning di difficoltà dalla quale esce in modo egregio grazie anche ad un’ottima difesa dietro le sue spalle. Ci pensa un bullpen perfetto ieri a tenere chiusa la partita per portare Takahashi al nono inning.

Il nostro improvvisato closer non si scompone nonostante il punto di vantaggio sia solo uno e piazza un 1-2-3 inning impressionante per controllo ed efficacia. Anche su Takahashi come per Dickey sono state spese molte parole. Stagione ottima sia da partente che da rilievo. Da quando gli è stato chiesto di chiudere le partite più difficili si è sempre fatto trovare pronto. Anche lui una lieta sorpresa che però non è certa per il futuro. Taka ha infatti dichiarato che il suo desiderio sarebbe quello di fare il partente. Se i Mets gli daranno questa opportunità sarà ben felice di rimanere nella Grande Mela. Se no, si vedrà costretto a guardare altrove.

Da un lineup davvero “sperimentale” tiriamo fuori 8 valide, due delle quali battute proprio da Dickey. Come al solito non bene contro un Livan Hernandez di sicuro non in giornata di grazia. Cosa dire. Ormai la situazione è questa. Senza Reyes e il miglior Bay e senza un SS/2B in grado di battere con una certa continuità non si va da nessuna parte. Ieri nel globale Wright, Davis e Carter sono andati 0-11 come anche Tejada, 0-3. Ruben gioca bene in difesa ma con la mazza fa davvero molta fatica.  Ieri 2 SO e AVG che si abbassa a .188. C’è da dire che la BABIP  .221 non lo aiuta e quindi un minimo di fiducia in una sua ripresa lo possiamo avere. In questo momento possiamo aspettarlo.

Oggi dayoff. Da venerdi serie difficile contro i Phillies in piena corsa per i PO. Mi intriga molto il duello della prima partita dove Halladay se la vedrà con il nostro giovanotto Mejia.

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