Chi siamo

Andrea

Sono appassionato di baseball da quando ero praticamente un ragazzino. Non dico di averlo seguito fin da subito ma da quando ho provato l’ebbrezza di indossare il guantone mi ha sempre emozionato. Questo sport difficile da capire, difficile da interpretare per me è da sempre stato chiaro e appassionante. E’ normale che fosse difficile vederlo giocare, sia in televisione sia dal vivo ma mi piaceva e continuavo ad interessarmi.

Ho scoperto qualche anno dopo l’esistenza della MLB. Dagli Stati Uniti arrivavano solo notizie di Michel Jordan e compagni ma poco, pochissimo baseball. Internet non era ancora quello che è oggi e la mia infatuazione perse un po’ di ardore non potendo essere coltivata.

Film come “Major League” e “Major League 2″ mi fecero tornare la curiosità nei confronti di questo mondo per noi così nascosto del baseball americano. Mi informai e lessi praticamente solo di Yankees. Poi arrivarono le World Series del 2000. Mi incuriosirono molto perché si sfidavano due squadre di New York. Bè, dicevo a me stesso, non si può non tifare per gli Yankees. Ed invece, seguendo, socprii il fascino di quella squadra, forse meno forte, ma sicuramente con più cuore che sfidava i giganti.Quella gara 3 vinta da John Franco e salvata da Armando Banitez che riaccendeva la speranza. Quella squadra dai colori blu e arancio: i New York Mets. Fu subito amore. C’è poco da fare. I Mets mi sono entrati dentro e con loro il baseball. Non sono più riuscito a staccarmi. Fino ad arrivare al 2004. Detroit Tigers – New York Mets allo Shea Stadium. Ancora fatico a credere di esserci stato. Ho ancora ben impresse nella memoria le mille sensazioni che ho provato entrando nel nostro ballpark. Si respiravano Mets, si precepivano i Mets ad ogni angolo. La fortuna volle anche che in quella serata venisse premiato Mike Piazza come miglior catcher ad aver battuto più homerun. L’emozione era palpabile. Lo stadio tutto per lui. Durante il suo discorso la gente pendeva dalle sue labbra. Mike Piazza, un mito per la gente di New York. Ed io ero lì. Ne sono uscito con la convinzione che i Mets non sarebbero mai più usciti dalla mia vita.

E così è stato. Per sei mesi all’anno i Mets occupano gran parte della mia giornata. tra gioie e dolori. Perfino il 2006 ha cementato il nostro amore. Quella lacrima che su quel K sanguinoso subito da Beltran è scesa… o forse no. Non lo so se ho pianto. Di certo ho sofferto. Come tanti altri. Ma i Mets sono questi. I Mets si amano a prescindere, non perchè vincono o, più spesso, perdono. I Mets sono quelli che mi fanno emozionare ogni volta che vedo il leadoff andare in battuta nel primo inning, che sia una partita di Spring Training o una di Regular Season. I Mets sono un punto fisso dello scandire della giornata. Un impegno, ma bellissimo.

E poi questo blog. Il nostro blog. Una tribuna virtuale del City Field dove far confluire la passione per i New York Mets. Un impegno che dal 2009 mi accompagna quasi quotidianamente. Ma non è un sacrificio. Non smetterei mai di parlare e scrivere dei Mets. Sarebbe come se mancasse l’aria.

Marco

Mi sono innamorato del basket prima e del football poi. Ricordo ancora con un pizzico di nostalgia quell’estate del 2004, nella quale, per la prima volta, feci le ore piccole per vedere in diretta un evento sportivo Americano, le Finals fra Pistons e Lakers. Prima di allora era tutto limitato alla differita del sabato pomeriggio su SKY di una partita di regular season, e qualche capatina su NBA.com. Poi venne la NFL. Ma anche qui, playoff a parte, non era nulla che mi prendesse più di tanto. Amavo lo sport, sia chiaro, ma le occasioni per vedere i Dolphins, anche in differita, erano pari allo zero. Poi, nel 2006, venne il baseball (e MLB.tv). E la storia prese una piega inaspettata. Il terzo ed ultimo amore sportivo Americano (considero l’hockey uno sport Canadese, e su questo non transigo) è stato quello più travolgente, improvviso, profondo. Come mai? Forse per la quotidianità del tutto. Anzi, sicuramente è per questo motivo. Nessuno sport al mondo entra a far parte della tua quotidianità come il baseball. Ogni giorno c’è una partita, c’è da vedere un matchup interessante, un battitore particolarmente caldo, un avversario divisionale da affrontare, una trasferta ad Ovest, l’Interlega, la trading deadline, il draft, le no hitter, i perfect game, il premio MVP, il CY Young. Potrei andare avanti all’infinito. Ed è forse proprio per questo che l’offseason, per chi ama il baseball, è il momento peggiore dell’anno. Quando l’ultimo out delle World Series viene realizzato, finisce tutto. Addio quotidianità, addio matchup, addio “ieri sera Pelfrey sembrava la versione scarsa di Alay Soler”. Certo, c’è il mercato dei Free Agent, ma volete mettere col baseball giocato?

In quel 2006, il baseball portò con se i Mets. Come potevo restare indifferente davanti alla storia, i colori, la tradizione di questa franchigia? E così vennero il 1969, il 1986, il 2000, Keith Hernandez, Tom Seaver, Nolan Ryan e Mookie Wilson. E poi arrivò quell’Ottobre 2006. Arrivò la presa di Chavez ma anche lo strikeout di Beltran, le lacrime e la frase, che ora mi pento di aver detto, 10 secondi netti dopo la fine di quella tragica Gara 7: “Vinceremo l’anno prossimo”. Come sapete, non abbiamo più fatto i playoff da allora. Ma la passione è rimasta. Perché quel 2006 ha messo subito in chiaro le cose: essere tifosi dei Mets equivale a soffrire, a due titoli mondiali in 49 anni di storia, quattro pennant nello stesso lasso di tempo, nessuna no hitter (ed il record beffardo di one-hitter) e sberleffi vari subiti da Philadelphia, Atlanta e dal Bronx. Eppure eccomi qua, ogni anno, a contare i giorni che mancano all’Opening Day come fosse il mio compleanno. Perché il baseball non ti lascia mai. Nemmeno in pieno inverno, magari, quando davanti al panettone e al camino caldo, per un attimo ti isoli dal resto del mondo, immaginando e rivivendo un fuoricampo di 5, 10, 20 o 30 anni fa.

Fabrizio 

Innanzitutto buongiorno e buon baseball a tutti…

A 45 anni sono diventato “giornalista” per il nostro blog ed e’ una cosa che mi riempie profondamente di orgoglio…

Quindi mi pare giusto e doveroso che, chi avra’ la voglia e la pazienza di leggermi, sappia il perche’ amo il baseball e amo I New York Mets..

 Dunque, perche’ il baseball..???

Che cosa puo’ trovarci una persona in questo gioco “lungo, fermo e noioso”..?? Si, perche’ questa e’ la domanda che, purtroppo molto spesso, mi sento chiedere quando dico che mi piace il baseball..

 Non lo so che cosa ci trovo, in tutta sincerita’…ma so che mi piace..mi piace tanto…

Ogni volta che vedo un prato verde, corredato di terra rossa mi incanto..mi incanto come un bambino…

E nessuno ha idea di quanto mi piacerebbe giocare almeno una volta..si perche’ nonostante l’amore non ho mai indossato un guantone…

 Ho iniziato a seguire questo meraviglioso sport da bambino, quando, in ferie a Rimini mi portavano a vedere I Pirati, la squadra del luogo..e allora c’era gente..tanta gente…

 E l’amore e’ poi rimasto, anche se nella mia citta’, Torino, di baseball se n’e’ sempre visto molto poco…

A dire la verita’ da bambino qualche volta ci ho giocato al mare…in un cortile le basi erano quattro ciabatte, la palla una di quelle piccole piccole da calcio e la mazza era un manganello di carnevale aperto e riempito di carta di giornale…altro che pionierismo…:-))

 Poi, cresciuto, ho iniziato a seguire il Baseball, quello con la B maiuscola, quello delle Major League ..e qui arrivo’ il grande amore…quello che ti lega per tutta la vita…quello che ti si scolpisce nel cuore…

 E dunque..perche’ I New York Mets..??

I primi approcci con il mondo oltreoceano li ho avuti all’inizio degli anni 80, quando mediaset inizio’ a far vedere qualche partita…

 Simpatizzavo per I Mariners, allora, probabilmente piu’ per il simbolo della squadra e, ancora piu’ probabilmente perche’ mi piaceva da impazzire una ragazza che aveva vissuto qualche anno a Seattle..in televisione, quel poco che passava, era piu’ che altro yankees…

 Mi ricordo che ci giocava Don Mattinghly, allora…e conoscevo tutte le leggende dell’epopea..Babe Ruth, Lou Gehrig, Joe Di Maggio, Mickey Mantle…

 Era la squadra piu’ vincente, sarebbe stato facile tifare per loro, ma…

Ma io non amo molto chi vince spesso..chi vince troppo…

Da buon tifoso del Toro mai avrei potuto sostenere chi rappresentava il potere..

Le squadre che potevano fare per me avrebbero potuto essere I Cubs, I Red Sox, gli Indians..

Poi, un bel giorno di 25 anni fa ebbi l’illuminazione..un mio amico, di ritorno da New York mi parlo’ di un episodio che gli accadde..lui tifoso dei Mets venne sbeffeggiato da un commesso tifoso yankee e mi disse queste parole: ” vedi Fabri, sono come I gobbi (juventini n.d.r.)”…

 Fu la scintilla…

Iniziai a seguire quei colori che tanto mi piacevano, inizia ad apprenderne la storia, le origini..

Negli anni 90 Tele + inizio’ a trasmettere un po’ di baseball, ed io iniziai ad appassionarmi sempre di piu’…

Mi impressiono’ lo Shea Stadium, sempre pieno con I suoi 55000 spettatori sempre urlanti…

Gente innamorata della propria squadra, gente che intende l’amore sportivo come me…

Iniziai a sentirmi uno di loro e con loro piansi nell’ottobre del 2000..proprio contro di loro, proprio contro gli yankees..

 Il colpo fu forte, vacillai…e confesso di essermi allontanato per un po’ di tempo…

Ma quando l’amore e’ forte, non ti abbandona mai il cuore e, piano piano,sono tornato a soffrire e gioire per la mia New York, quella che ne porta I colori, quella arancio e blu…

 Quest’ anno ho coronato il mio sogno, quello di vederli li, nel nostro stadio, il Citi Field, anche se mi e’ mancato non poter vedere lo Shea..

 Concludo questa mia, forse un po’ troppo lunga, presentazione con una raccomandazione…

Se vinceremo poco, se la squadra non sara’ all’altezza, se ci faranno incazzare molte piu’ volte di quanto ci faranno gioire, non importa..continuiamo a seguirli con amore..

 Perche’ I Metropolitans sono soprattutto una fede,sono e saranno sempre I nostri ragazzi..

 See you soon

  1. marco mattioli
    June 4th, 2012 at 12:33 | #1

    Un ciao a tutti.
    Ho scoperto questo blog con google.
    Sono di Bologna , apassionato di baseball da anni.
    Seguo la IBL , ove gioca la mia squadra del cuore
    Unipol Fortitudo Baseball.
    Ho visto tramite sky tv alcune partite dei mets , e mi sono piaciuti .
    Diciamo che come partite , da parte di sky , i mets non sono
    molto gettati.

  2. Andrea
    June 4th, 2012 at 16:53 | #2

    Ciao Marco e benvenuto sul nostro blog!
    I Mets io li seguo per tutta la stagione con l’abbonamento a Mlb.Tv che ti permette di vedere le partite quando vuoi e come vuoi. Non riuscirei a seguire la stagione solo con Sky.
    Continua a seguirci e ad intervenire che parlare di Mets fa sempre bene!
    A presto!

  3. marco mattoli
    June 4th, 2012 at 22:21 | #3

    Grazie Andrea, mi hai dato un’ottimo suggerimento, per quanto riguarda la mlb.tv, non sono
    molto ferrato con l’inglese, ma mi basta vedere giocare (come faccio poi con sky.)
    Leggero’ e diffondero’ il blog anche ad amici , anche se a Bologna , vanno ( penso solo per un gemmellaggio ) per la maggiore Seattle Mariners .
    Ancora un forza METS

  4. Andrea
    June 5th, 2012 at 17:03 | #4

    Bravo Marco, diffondi il verbo. Vedrai che si appassioneranno ai Mets anche i tuoi amici! Non si può resistere al nostro fascino! ;-)
    Se hai bisogno di aiuto per Mlb.Tv chiedi tranquillamente.
    Sempre e solo LET’S GO METS!

  5. G.Verrazzano
    June 5th, 2012 at 21:34 | #5

    Complimenti per il Blog, un nuovo modo per seguire i nostri adorati Metropolitans.
    Mi sono innamorato dei Mets nel 2007 dopo essere stato portato allo Shea Stadium per vedere FLD-NYM da un gruppo di amici newyorkesi. Avendo vissuto a Long Island non avrei mai potuto tifare per per gli Yanks.

    New York è prima di tutto una città di NL !!!
    Let’s go Mets the only baseball club in New York Town !

  6. Andrea
    June 6th, 2012 at 17:17 | #6

    Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere!
    Domanda: quel Florida – Mets di cui parli era l’ultima serie? Quella in cui Glavine implose nel primo inning dell’ultima e decisiva partita dell’anno, concedendo 6 punti ai Marlins?

  7. shea
    June 22nd, 2012 at 11:49 | #7

    credo che purtroppo sia quella…:((
    p.s. anche io tifo Fortitudo in Italia…passione accomunata a quella del basket..

  8. diegotelospiego
    October 11th, 2012 at 23:19 | #8

    Ciao a tutti!
    Innanzitutto complimenti! Non avrei mai pensato di trovare dei fans italiani dei Mets.
    Anche io sono un sostenitori dei NY Mets. Nei prossimi giorni visiterò bene questo blog.
    Fa già parte della lista dei miei Preferiti sulla toolbar.
    Un saluto a tutti. A presto. Ora ri-tuffiamoci nella post-season: uno spettacolo imperdibile, anche se non ci sono i nostri ragazzi.
    Ciao.
    Diego

  9. Andrea
    October 12th, 2012 at 22:49 | #9

    Ciao Diego!
    Intanto grazie dei complimenti che fanno sempre piacere e aiutano ad andare avanti! E’ sempre bello scoprire nuovi tifosi dei Mets e piano piano la nostra piccola comunità cresce.
    Mi raccomando, scrivi, posta, commenta che più scriviamo dei nostri “amati” meglio è, sperando in un 2013 migliore!
    LET’S GO METS!

  10. diegotelospiego
    October 13th, 2012 at 20:52 | #10

    Ciao Andrea. Complimenti meritati: è coraggioso aprire un blog sul baseball in ITALIANO, lingua-madre di un Paese in piena overdose di calcio, inteso come Soccer!
    Anche se non ci sono i “nostri”, stai dando uno sguardo alla Postseason???? Secondo te, i tifosi dei Mets in america, gufano gli yankees oppure si godono le partite tranquillamente??
    Ciao. Diego

    @Andrea

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